Pacchetto rifiuti: l’UE verso una economia circolare

Pubblicato il venerdì, 24 marzo 2017

L’economia circolare accelera. Dalla plenaria dell’Europarlamento è arrivato il via libera per una versione più ambiziosa del pacchetto sull'economia circolare proposto dalla Commissione Ue. Gli eurodeputati hanno votato a larghissima maggioranza obiettivi al 2030 più avanzati (con obiettivi intermedi per ogni materiale nel 2025): aumento al 70% del target per il riciclo dei rifiuti urbani (contro il 65% chiesto da Bruxelles) e all'80% per gli imballaggi (contro il 75%); riduzione al 5% dei rifiuti accettabili in discarica (contro il 10%); taglio del 50% degli sprechi alimentari (30% per il 2025). I rifiuti alimentari nell’UE sono stimati a circa 89 milioni di tonnellate, pari a 180 kg pro-capite annui.

Sebbene la gestione dei rifiuti nella UE sia notevolmente migliorata negli ultimi decenni, quasi un terzo dei rifiuti urbani viene smaltito in discarica e meno della metà viene riciclato o compostato; con ampie variazioni tra gli Stati membri. Nel 2014, Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi e Svezia hanno inviato praticamente nessun rifiuto urbano alle discariche, mentre Cipro, Croazia, Grecia, Lettonia e Malta ancora smaltiscono in discarica più di tre quarti dei propri rifiuti urbani.

Per avere il quadro della direzione di marcia basta pensare che nel 2004 solo il 31% dei rifiuti prodotti nell’Unione europea era riciclato, compostato o preparato per il riutilizzo. Oggi siamo al 44% e in poco più di un decennio bisognerà arrivare al 70% (o al 65% se prevarrà il parere della Commissione).

Il testo dovrà ora essere negoziato con il Consiglio dei ministri dell’Unione. La strada è comunque tracciata e il margine di incertezza è ridotto a pochi punti percentuali.

Source: www.europarl.europa.eu/news/it

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