The new plastics economy

Pubblicato il venerdì, 7 aprile 2017

Durante l'ultimo World Economic Forum, che si è svolto recentemente a Davos (Svizzera), il tema dell'Economia Circolare è stato ampiamente trattato in tutte le sue angolazioni: è stato inoltre assegnato il premio The Circular 2017 riservato ai migliori progetti in questo campo, tra cui anche Futur-e, il piano di rigenerazione urbana sostenibile di Enel, che faceva parte della short list dei candidati finali.

Grande rilievo ha avuto lo studio presentato da Ellen MacArthur Foundation, dal titolo “The New Plastics Economy: Catalasing Action”. Il rapporto parte dal presupposto che i beni in plastica, che pur hanno un ruolo fondamentale nell'economia globale, sono ancora fortemente ancorati ad un'economia lineare, basata sulla triade “produzione / consumo / smaltimento”. Ad oggi, globalmente, solo il 14% degli imballaggi in plastica viene regolarmente raccolto e riciclato: tale situazione comporta una perdita economica stimabile tra gli 80 e i 120 miliardi di dollari, ma anche danni ambientali devastanti, basti solo pensare alle isole di plastica sparse sull'oceano e alle ripercussioni sulla fauna marina e sull'alimentazione. Gli studiosi prevedono che se continuerà sia questo modello di business, sia il corrente tasso di crescita di produzione degli imballaggi, entro il 2050 gli oceani conterranno più rifiuti plastici che pesci. 

Per evitare tutto ciò, secondo il rapporto presentato a Davos, è necessario agire attraverso tre strategie: la prima è quella di riprogettare il packaging, in special modo quello di piccolo formato, come ad esempio le pellicole per merendine e sacchetti che spesso sono composti da più materiali e quindi difficili da riciclare; stessa cosa accade per il pvc o per il polistirene. Lo studio suggerisce alle aziende di largo consumo di sostituire questi materiali con altri riciclabili e compostabili, e di esplorare le potenzialità dei nuovi processi chimici di riciclo. 

L'altra parola chiave per traghettare la plastica da un'economia lineare a una circolare è il riuso. Secondo lo studio, il riutilizzo sarebbe applicabile ad almeno il 20% degli imballaggi presenti sul mercato per un valore economico di circa 9 milioni di dollari: ad esempio, i sacchetti riutilizzabili potrebbero sostituire 300 miliardi delle classiche shopper monouso per la spesa, con un risparmio di quasi un miliardo di dollari sui costi di approvvigionamento delle materie prime. 

Infine, c'è la pratica del buon riciclo che risulta sempre più strategico non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico. Lo studio infatti rivela che anche laddove l'economia del riciclo funziona, ad esempio per le bottiglie in PET, i costi della raccolta, cernita e riciclo sono assai più alti dei ricavi generati. È quindi necessario - si legge nel dossier – “implementare un nuovo Protocollo globale della plastica che preveda nuovi standard di design e processi di gestione post-consumo”, con l'obiettivo di privilegiare il riciclo rispetto all'utilizzo di discariche ed inceneritori, generando anche una forte efficienza economica in termini di riduzioni di costo. Lo studio si conclude affermando che per rendere possibile tutto questo sarà necessario mettere in campo, a livello di comunità e dei singoli governi, misure a supporto della domanda di materiali riciclati ed altre azioni di sostegno economico e fiscale al settore.

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