Riutilizzo di vecchie centrali: una visione ambiziosa per il futuro

Pubblicato il lunedì, 25 settembre 2017

Già sei anni fa, uno studio della American Clean Skies Foundation – un’organizzazione indipendente senza scopo di lucro impegnata nell’energia rinnovabile nei settori del trasporto edell’energia degli Stati Uniti – aveva previsto che le condizioni ambientali ed economiche avrebbero portato alla dismissione di diverse centrali termoelettriche presentando importanti opportunità di riutilizzo. In particolare, il rapporto "Repurposing Legacy Power Pants – Lessons for the future", redatto nel 2011, prevedeva che decine di centrali sarebbero state chiuse nel prossimo decennio. La tendenza sarebbe stata in crescendo, sottolineava, perché molte occupano posizioni strategiche nelle aree urbane, spesso con accesso al lungomare, e quindi questi siti presentano enormi opportunità per nuovi usi civili e privati, come abitazioni sul lungomare, negozi e uffici – oltre che musei, parchi e altri servizi per la comunità.

Trattandosi di un’organizzazione americana, lo studio riportava essenzialmente casi di riqualificazione di centrali negli Stati Uniti. Tuttavia precisava che i profondi cambiamenti cui stava andando incontro il sistema energetico, soprattutto sul fronte della produzione termoelettrica avrebbero portato anche oltreoceano alla crescita costante del numero degli impianti di generazione non più competitivi sul mercato energetico, la cui funzione doveva venire ripensata e destinata ad altro tipo di attività. E citava un esempio particolarmente significativo per la magnificenza e le dimensioni dell’edificio, diventato un “cult” nel corso degli anni: la centrale di Battersea.

Lo studio forniva anche consigli agli sviluppatori. In primo luogo, ha evidenziato che l'esperienza suggerisce la necessità di pianificare anticipatamente e adottare un approccio collaborativo che assicuri il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. Una visione chiara è cruciale, ma è altrettanto importante sviluppare un piano realistico per la riqualificazione del sito.

Secondo l'ACSF, il ripristino dei vecchi impianti presenta sfide particolari, ma crea anche opportunità per la costruzione di comunità più forti e la promozione della crescita economica. Approfittare di queste opportunità può aiutare le comunità a creare un ambiente più sano, favorire nuove attività commerciali e lo sviluppo di posti di lavoro e riportare le proprietà della centrale elettrica in pensione nei libri del fisco. Lo studio ritiene che i casi descritti descrivono una visione ambiziosa per il futuro. Rivitalizzano interi quartieri e regioni e utilizzano la storia per educare e riportare la notevole storia dell’elettrificazione del Paese. Ogni progetto riflette anche obiettivi comunitari, orgoglio civico e future aspirazioni.

Gli stessi obiettivi che si è posta Enel nel lanciare il progetto Futur-e, che ha lo scopo di guidare - con il più ampio coinvolgimento di tutti i soggetti interessati - la riqualificazione dei siti di 23 centrali termoelettriche che hanno concluso il loro ruolo nello scenario energetico o stanno per farlo. A due anni dal suo avvio, il progetto si pone oggi come best practice in termini di sostenibilità ed economia circolare, riconosciuta ormai anche a livello internazionale.

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