ASviS, sostenibilità a rapporto

Pubblicato il venerdì, 29 settembre 2017

“L’Italia ha finalmente una piattaforma che offre alla politica non solo stimoli, ma anche strumenti operativi per raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 dell’Onu”.

Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha accolto con parole di apprezzamento il rapporto ASviS 2017, presentato il 28 settembre a Roma alla Camera dei Deputati. L’evento ha permesso anche di tracciare un bilancio delle attività organizzate quest’anno dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, alla quale il nostro Gruppo ha aderito sin dalla sua nascita. L’iniziativa di maggiore risalto, non solo a livello nazionale, è stata il Festival dello Sviluppo Sostenibile, con oltre 200 appuntamenti organizzati in tutt’Italia: con la partecipazione attiva delle 175 organizzazioni aderenti e di oltre 300 esperti, la seconda edizione punterà a crescere ulteriormente, impegnandosi a realizzare 500 eventi dal 22 maggio al 7 giugno 2018. 

L’Italia sostenibile tra luci ed ombre

Nel rapporto sono stati inseriti per la prima volta 28 indicatori compositi elaborati da ASviS, rispetto ai quali emerge che l’Italia ha fatto buoni progressi in nove obiettivi (Fame e alimentazione, Salute e benessere, Educazione di qualità, Uguaglianza di genere, Infrastrutture resilienti, Modelli sostenibili di consumo, Riduzione dei gas serra per combattere il riscaldamento climatico, Tutela dei mari e Giustizia per tutti), mentre è peggiorata sensibilmente in altri quattro (Povertà, Gestione delle acque, Disuguaglianze ed Ecosistema terrestre), restando stabile su ulteriori quattro (Energia, Occupazione, Città sostenibili e Cooperazione internazionale).

Un affresco con luci e ombre, secondo il presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini. Il Paese è infatti in grado di centrare i target di sviluppo sostenibile prefissati per il 2020 e il 2030, a patto che cambi radicalmente il suo modello di sviluppo. Nella Ue l’Italia è davanti solo alla Repubblica Ceca, alla Spagna e alla Grecia, mentre nell’OCSE occupa il 30esimo posto. Senza politiche incisive nella transizione energetica ed ecologica, senza investimenti forti nell’innovazione e nel capitale umano (inclusi i provvedimenti volti alla riduzione delle disuguaglianze), senza la rigenerazione degli ecosistemi a rischio, la qualità della vita nelle città e il miglioramento delle infrastrutture, il Paese rischia di restare ai margini della rivoluzione sostenibile.

Il traino delle rinnovabili

Fra i dati più preoccupanti, spicca il numero di famiglie in povertà assoluta (1.6 milioni nel 2016, per un totale di 4.7 milioni di individui), che potrebbero però essere dimezzate grazie all’entrata in vigore nel 2018 del reddito d’inclusione. Anche sul fronte acqua la situazione è estremamente critica: oltre ai problemi causati dal cambiamento climatico, in Italia sono dispersi ogni giorno 50 metri cubi per ciascun chilometro delle reti di distribuzione. L’ammodernamento delle infrastrutture dovrà accelerare nei prossimi anni proprio come sta accadendo oggi nel campo energetico, dove il contributo delle rinnovabili al consumo finale è passato dal 7.9% al 17.6% nel 2016: un risultato che ha permesso di superare con cinque anni d’anticipo il valore obiettivo (17%) assegnato all’Italia dalla Strategia Europea 2020. Con l’adozione della Strategia Energetica Nazionale (il 12 settembre si è chiusa la consultazione pubblica), l’espansione delle fonti rinnovabili potrà triplicare rispetto all’andamento degli ultimi anni. Nel settore educativo il contributo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ha ottenuto un’analoga spinta dallo stanziamento di 840 milioni di euro per il programma “Per la scuola 2014-2020”, ma anche dalla presentazione a luglio del primo “Piano nazionale per l’educazione allo sviluppo sostenibile”: un programma che recepisce i goals dell’Agenda 2030 e li trasforma in azioni concrete, con l’obiettivo di riportare il settore dell’istruzione ai vertici d’Europa (oggi l’Italia si trova al livello della media europea di 10 anni fa).

Il futuro sostenibile passa per le scuole

In quest’ultimo campo l’azione di Enel ha incrociato quella del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), così come di ASviS. I primi premi del Concorso nazionale “Facciamo 17 goal. Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile”, rivolto lo scorso marzo alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, sono stati messi infatti a disposizione dal gruppo aziendale. Per la categoria scuola dell’infanzia, l’Istituto Comprensivo “Corradini” di Roma ha ricevuto come premio la partecipazione a un laboratorio ludico-creativo organizzato da Enel sui temi dell’Agenda 2030. Fra le scuole primarie, l’Istituto Comprensivo “Collecini - Giovanni XXIII” di Caserta ha conquistato l’opportunità di visitare il 19 ottobre la centrale fotovoltaica di Enel a Serre Persano (Salerno).

In compagnia dei vincitori, si sono uniti altri 400 studenti dell’Istituto Comprensivo di Battipaglia (Salerno), grazie all’iniziativa “Centrali aperte” offerta da Enel Green Power: il format per raccontare come nasce l’energia rinnovabile, dando al territorio la possibilità di mostrare le proprie eccellenze. L’impianto di proprietà della joint venture EF Solare Italia, infatti, ha detenuto per anni il record di centrale fotovoltaica più grande d’Europa: oggi la sua produzione raggiunge i 9 milioni di kWh l’anno, cui vanno aggiunti anche i 30 milioni prodotti dai due campi fotovoltaici di Borgo San Lazzaro e Spineto, collegati alla sua rete. Ai ragazzi dell’Istituto di Caserta è stato riservato un programma speciale che, oltre alla visita dell’impianto e alle attività di animazione sul tema dell’energia, ha dato spazio a un laboratorio didattico di 30 minuti col fotografo naturalista Fabiano Ventura: insieme hanno affrontato il “problema dei cambiamenti climatici”, “le sue conseguenze” e “le soluzioni nella quotidianità”, analizzando i tre temi con una lezione frontale. 

Gli alunni più grandi delle scuole secondarie di primo e secondo grado (la “Teresa Franchini” di Santarcangelo di Romagna a Rimini e l’Istituto di Istruzione Superiore di Rossano a Cosenza) hanno vinto, invece, un soggiorno dal 28 settembre al 1° ottobre sull’isola di Ventotene, culla del sogno europeo e “isola verde di Enel” per innovazione e sostenibilità. Qui ai ragazzi, ospitati da Enel e dal progetto “VentoteneEuropa”, è stato riservato un percorso formativo sui temi dell’Agenda 2030, includendo la visita al sistema ibrido di Enel inaugurato nel maggio 2016: storage e motori integrati per l’alimentazione energetica dell’isola, con sensibili miglioramenti alla qualità del servizio ai cittadini così come nell’abbattimento delle emissioni inquinanti. Durante il soggiorno sono previste anche presentazioni tematiche a cura di Enel sui progetti di innovazione e sostenibilità e l’intervento di un rappresentante della startup Treedom, esempio per gli studenti di come un’idea possa trasformarsi in un’impresa di successo che, effettuando piantumazioni in tutto il mondo, è arrivata a piantare due alberi, uno per ognuna delle due scuole vincitrici, anche a Ventotene.

Un cambio di rotta

La direzione è chiara. Per riuscire nella sfida di superare il modello di sviluppo economico entrato in crisi nel 2007/2008, occorre una visione di lungo termine che porti a cambiare le nostre stesse abitudini di vita. Il rapporto ASviS 2017, presentato dal suo portavoce Enrico Giovannini, ha così raccolto una serie di indicazioni pratiche per favorire un rapido cambio di rotta. Innanzitutto sarà necessario completare l’iter di approvazione delle leggi (come quelle sul consumo di suolo o la gestione delle acque) e delle strategie (economia circolare, energia, lotta ai cambiamenti climatici) cruciali per l’Italia; quindi dettagliare anche in termini quantitativi la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, rendendo operativa la sua governance con la trasformazione del CIPE in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile; adottare provvedimenti urgenti per accelerare il passo verso il raggiungimento dei 22 target in scadenza nel 2020; predisporre infine le linee guida per le amministrazioni pubbliche affinché applichino gli standard ambientali e organizzativi utili al raggiungimento degli obiettivi sostenibili: uno strumento utile in questo senso sarebbe l’Agenda urbana nazionale per lo sviluppo sostenibile, le cui caratteristiche sono già state elaborate da ASviS e Urban@it.

Dalla mobilità sostenibile al recupero degli impianti dismessi, dal potenziamento della digitalizzazione alle politiche di inclusione: spazi di crescita dove Enel si muove già da tempo e per i quali, anche in futuro, è pronta a offrire un contributo decisivo al rilancio dell’Italia. 

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