Il Festival dell’Energia, un motore di idee

Pubblicato il martedì, 13 giugno 2017

“Il Festival dell’Energia si conferma un motore di idee capaci di entrare nelle agende dei decisori della politica, delle imprese, delle istituzioni e dei media. Anche il suo linguaggio è sempre più open, perché i consumatori di energia diventano oggi protagonisti attivi del mercato”

– Alessandro Beulke, presidente del Festival dell’Energia

Nuove opportunità all’economia

Alla luce delle finalità del Festival, ospitato nell’Unicredit Pavilon di Piazza Gae Aulenti e nel Campus Bovisa del Politecnico, l’energia elettrica è stata presa come maggior indicatore delle attuali tendenze di mercato. Grazie all’uso crescente di nuove tecnologie, fonti rinnovabili e impianti ad alta efficienza, l’ultimo studio di Elettricità Futura ha mostrato che le emissioni complessive di anidride carbonica in Italia sono diminuite di oltre il 26% fra il 1990 e il 2015. In calo pure quelle per chilowattora consumati, con un decremento del 45%. Nello stesso periodo il peso delle FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) è invece triplicato, riducendo la dipendenza energetica del nostro Paese del 9%, con sensibili benefici sulla bilancia commerciale. I risultati maggiori, ha anticipato il presidente di Elettricità Futura Simone Mori, si vedranno però da qui al 2050: il contributo dell’elettricità sui consumi totali di energia raddoppierà, al punto da raggiungere in Italia la quota del 44%. In questo modo sarà possibile allinearsi agli obiettivi dell’Unione Europea, che dal 20% di riduzione delle emissioni di gas serra previsto per il 2020, arriverà almeno al 60% nel 2040.

I partecipanti al Festival di Milano hanno quindi evidenziato la necessità di favorire approcci sostenibili in tutti i campi energetici, spostando gli equilibri della produzione fossile verso il gas naturale. L’incremento dell’efficienza degli impianti tradizionali, in particolare quelli a ciclo combinato basati su quest’ultimo combustibile, permettono di trasferire i benefici acquisiti nel settore elettrico verso tutti i campi dell’economia e della società. Negli ultimi 25 anni il rendimento degli impianti termoelettrici convenzionali è significativamente cresciuto di oltre il 18%, mentre quello degli impianti alimentati a gas naturale del 36%. Vantaggi rispetto ai quali il cittadino-consumatore appare ancora poco consapevole, come rilevato da Massimo Bruno, Head Institutional Affairs Italy di Enel. Di fronte ai cambiamenti di mercato, infatti, la prima reazione è spesso di carattere conservativo, soprattutto se non accompagnata da una politica di supporto al lavoro da parte di governo e istituzioni.

“Il mercato dell’energia si evolve velocemente. Il rischio è che il cittadino un tempo contrario all’installazione d’impianti fossili si opponga oggi alla loro riconversione sostenibile, temendo di perdere il lavoro. La strategia Open Power di Enel chiarisce invece quali siano i vantaggi per tutti”

– Massimo Bruno, Head Institutional Affairs Italy Enel

Puntare sull’efficienza energetica

La spinta verso un futuro più green dipenderà innanzitutto dal livello di efficienza energetica, ambito nel quale l’Italia annovera prestazioni migliori di numerosi altri Paesi industrializzati. Il consumo finale di energia per unità di PIL è oggi inferiore di circa il 10% rispetto a quello medio europeo, del 20% rispetto a quello medio dell’OCSE e addirittura del 35% rispetto ai parametri degli Stati Uniti. In previsione del 2050, il Paese ha dunque tutte le carte in regola per ridurre le emissioni di CO2 di oltre 200 milioni di tonnellate.  

Entro lo stesso anno, gli equilibri attuali verranno messi in discussione da una domanda di nuova mobilità che, secondo le stime dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, sarà per il 50% solo elettrica. Molti fattori giocano a favore di questa tendenza: già oggi un mezzo tradizionale ha perso la sua competitività ambientale, producendo mediamente 115 gCo₂ per chilometro. Poco meglio fanno i mezzi a GPL (96) e a metano (84), mentre le e-car ad alimentazione mista sono in grado di passare dagli attuali 47 gCo₂ per km ad appena 6 nel 2050. Il raggiungimento di performance altamente competitive, con un consumo di energia primaria inferiore del 40% rispetto alle auto tradizionali, si accompagna a un altro punto di forza dei veicoli elettrici: l’accresciuta capacità d’immagazzinamento di energia nelle batterie. La loro densità energetica è triplicata negli ultimi 5 anni, passando da 100 Wh/l nel 2010 ai 300 del 2015.

Francesco Venturini, Head of Global e-Solutions Enel, ha confermato che il settore delle auto elettriche è proprio quello in grado di garantire oggi i risultati più interessanti: già nel 2030 ne saranno in circolazione oltre 20 milioni. Si tratterà però di veicoli dalle funzioni sempre più differenziate rispetto a quelle di mezzi di trasporto. La tecnologia V2G sviluppata da Enel in partnership con Nissan ha di fatto trasformato il veicolo in una batteria mobile, rivoluzionando le abitudini del consumatore. La nuova e-car continua a consumare energia elettrica, ma grazie all’inversione della carica la restituisce anche al sistema generale, permettendone una migliore stabilizzazione.   

 

“Oggi possiamo essere al contempo produttori, consumatori e venditori di un’unica comunità interconnessa, dove le competenze di un’utility come Enel si fondono con quelle della finanza, ad esempio, o delle telecomunicazioni. Un processo che genera nuovi paradigmi energetici”

– Francesco Venturini, Head of Global e-Solutions Enel

La quarta rivoluzione industriale ha nell’elettricità il suo motore primario, perché essenziale al processo stesso della digitalizzazione. Si viene così a definire un inedito connubio di disponibilità capillare d’informazioni, di possibilità di partecipare attivamente alle dinamiche di mercato, ma anche di dipendenza da risorse smart mediante cui far fronte a una complessità ormai al di sopra delle possibilità di controllo umane.

Trovare la giusta misura

Le opportunità non si sviluppano mai senza mettersi in gioco. Se Mirko Gatto, CEO della società di sicurezza informatica Yanix, ha messo in guardia dal potenziale pericolo di monopoli sulle nuove tecnologie digitali, invitando gli Stati ancora privi di “eserciti digitali” a dotarsi di strumenti per la difesa dei dati sensibili aziendali, il ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda ha ravvisato margini di miglioramento della governance italiana, per non vanificare sul lungo termine gli effetti armonizzanti della recente Strategia Energetica Nazionale, il documento che traccia il cammino di graduale autonomia dell’Italia dalle fonti fossili a favore di quelle rinnovabili.

Criticità sono state rilevate anche da Massimo Sabbioneda, direttore Marketing & Development di Alpiq Italia, che pur evidenziando il successo di piani di sviluppo della mobilità elettrica come quello del Comune di Milano, ha denunciato l’esistenza di un gap culturale rispetto all’avanguardia dei Paesi europei: in primis, forti pregiudizi sull’affidabilità delle auto elettriche, disinteresse all’innovazione da parte di molte pubbliche amministrazioni, mancanza di una rete infrastrutturale diffusa. Per l’assessore alla Mobilità e all’Ambiente di Milano Marco Granelli, inoltre, le nuove forme di sharing e circular economy danno vita a forme di gestione dell’energia e delle risorse pubbliche dagli effetti imprevedibili: una vera e propria rimessa in discussione del modello neoliberista, il cui principio di crescita indefinita mal si sposa con le finalità sostenibili dell’Agenda 2030.  

Il Festival dell’Energia, con i suoi 150 relatori provenienti da ambiti professionali molto diversi, ha però dimostrato come una regia capace di coordinare l’attuale transizione verso fonti rinnovabili e modelli circolari sia ancora possibile. Una regia non più verticalizzata come in passato, ma fondata sul dialogo trasversale attorno a obiettivi condivisi. La misurabilità del processi è stata invece riconosciuta come strumento essenziale per valutare la loro reale efficacia, evitando di creare conflittualità ideologiche fra modelli economici coesistenti.

“Il dibattito sulla circular economy è molto vivace in ambito energetico, ma rischia di includere troppo: gli obiettivi di sostenibilità sono perciò raggiunti da Enel creando gradualmente una filiera di suppliers circolari con cui collaborare, nella giusta misura fra innovazione e continuità”

– Luca Meini, Head of Environmental Policies Enel

Fra convegni, tavoli di lavoro, la presentazione della mostra fotografica “Il silenzio dell’energia pulita” e quella del premio “Good Energy Award”, Milano non ha semplicemente “spiegato l’energia”, ma l’ha messa in circolo. Oltre ai professionisti, gli spazi di dibattito e approfondimento sono stati aperti al pubblico, lasciando che ai tavoli di lavoro gli uni sedessero accanto agli altri, con le proprie idee e le proprie proposte in piena linea con la filosofia Open Power.

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