SDGs ed Europa, una nuova roadmap

Pubblicato il martedì, 12 giugno 2018

“Di fronte alle sfide poste dalla trasformazione del settore energetico e alle implicazioni sociali ed ambientali proprie della nostra epoca, Enel non si è tirata indietro, ma anzi ha deciso di guidare questa nuova rivoluzione di paradigma. Il nuovo piano strategico di Enel è infatti volto a creare valore sostenibile nel lungo periodo, nel rispetto dell’ambiente e guidando la transizione e le opportunità che questa offre, senza ignorarne le implicazioni sociali”

– Simone Mori, Direttore Affari Europei di Enel

Per dare un contributo concreto alla crescita sostenibile, Enel si è data pertanto obiettivi misurabili per la realizzazione di 4 dei 17 SDGs dell’Onu. Innanzitutto, in un mondo in cui oltre 1 miliardo di persone non ha ancora accesso all’energia, Enel si è impegnata a portare la luce a 3 milioni di persone entro il 2020 (SDG 7). Sono già stati coinvolti circa 2 milioni di beneficiari in aree rurali di Sud America, Africa e Asia.

Con circa 1.200 progetti che interessano 9 milioni di persone, il nostro impegno per lo sviluppo sostenibile ci vede in prima linea anche nel contrasto al cambiamento climatico (SDG13), nella promozione di lavoro dignitoso e crescita economica inclusiva (SDG8), e nel sostegno a un’istruzione di qualità (SDG4). 

Più integrazione, maggiore sostenibilità

Sebbene l’Europa abbia raggiunto risultati eccellenti in alcuni degli SDGs, i tempi per il loro pieno raggiungimento appaiono ancora troppo lunghi. Per Enrico Giovannini, portavoce di ASvis, solo una maggior integrazione delle politiche nazionali permetterà ai Paesi del Vecchio Continente di superare le crisi da cui oggi sono minacciati, ma anche di mantenere la leadership nello sviluppo sostenibile.  

“È tempo di ripensare l’Europa seguendo le indicazioni contenute nell’Agenda 2030. Una trasformazione fondamentale, fatta di maggiore integrazione che riguarda il futuro di tutti noi e che deve diventare l’obiettivo comune degli Stati Membri e delle Istituzioni UE. Disuguaglianze sociali e squilibri ambientali devono essere affrontati con urgenza, mobilitando anche imprese, società e giovani generazioni”

– Enrico Giovannini, portavoce di ASviS

La sinergia delle 4 rivoluzioni

Senza un investimento deciso nella sostenibilità, nel 2050 saranno necessari due pianeta Terra per soddisfare l’attuale livello di consumo di risorse ambientali ed energetiche.

Per innovare ed essere più inclusivi sarà allora necessario avviare un’alleanza basata sulla sinergia delle 4 rivoluzioni in corso: digitale, ambientale, etica e finanziaria. In particolare, la finanza sostenibile è stata riconosciuta come uno dei punti qualificanti dei progetti europei da Pierluigi Stefanini, presidente di ASviS. Per contrastare l’immagine di un’Europa dominata dai grandi monopoli, è infatti necessario creare interazioni dal basso attraverso modelli di economia circolare e network di imprese responsabili.

Molti sono stati gli ospiti italiani e internazionali intervenuti alla conferenza di Milano, fra cui il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, l’ambasciatrice della Global Challenges Foundation, Malini Mehra, Silvia Ganzerla, policy director di Eurocities, Marta Bonifert, membro dello Europe Ambition 2030 & Hungarian Business Leaders Forum. Per la Commissione Europea era presente Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia, che ha dichiarato: “La priorità è un cambio di mentalità, di stile di vita, di approccio. Lo sviluppo sostenibile non è un'opzione, è l'unica opzione”. 

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