Quando il lineare diventa circolare

Pubblicato il giovedì, 27 luglio 2017

Le organizzazioni, nel settore privato e pubblico, possono trarre vantaggi per le loro relazioni pubbliche dai loro comportamenti sostenibili, anche realizzando i loro obiettivi. A misura che le risorse scarseggiano, un modo rilevante per valorizzare le prestazioni sociali è attraverso la conservazione delle risorse.

Sebbene il modello lineare tradizionale dell'economia ha sempre funzionato, e non sarà mai completamente sostituito, è essenzialmente basato sullo spreco. L'economia circolare, d’altro canto, comportando il rientro delle risorse e dei beni capitali nel sistema per il loro riutilizzo invece del loro scarto, consente di risparmiare sui costi di produzione, promuove il riciclo, riduce i rifiuti, e migliora le prestazioni sociali. Quando si combinano i modelli di economia circolare con l’Internet of Things, dispositivi collegati attraverso internet per raccogliere e inviare dati ai computer centrali, l’efficienza sale alle stelle. Come risultato dell’esaurimento delle risorse finite, il futuro dell'economia è destinato a diventare più circolare. Lo spostamento economico verso la circular economy sarà indubbiamente accelerato dalla diffusione dell'IoT, la sua redditività, e la risposta positiva che produce nella gente.

A differenza dell'economia lineare e del suo modello basato su "prendere, fare, smaltire", l'economia circolare è un’economia industriale che aumenta la produttività con l'intento di ridurre i rifiuti e l'inquinamento. I principali driver di valore della circular economy sono (1) l’estensione dei cicli d'uso dei beni (2) l’aumentato utilizzo di un bene (3) mettere i beni in circolo/cascata attraverso beni ulteriori cicli di utilizzo (4) la rigenerazione delle sostanze nutritive per la biosfera.

L'Internet delle Cose è una messa in rete di dispositivi fisici attraverso l'elettronica e i sensori che vengono utilizzati per raccogliere e scambiare dati. I principali driver di valore dell'IoT sono la capacità di definire (1) la posizione (2) la condizione (3) la disponibilità dei beni monitorati. Entro il 2020 si prevede che vi saranno ameno 20 milioni di dispositivi IoT collegati nel mondo.

Il nesso tra i valori dell’economia circolare e dell’IoT migliora notevolmente la circular economy. Se gli obiettivi di un’organizzazione sono la redditività e la conservazione, l'Internet of Things consente la realizzazione di tali obiettivi mediante i big data e l’analisi. Monitorando automaticamente e in remoto l'efficienza di una risorsa durante la raccolta, la produzione, e al termine del suo ciclo di utilizzo, tutte le parti della catena del valore possono diventare più efficienti.

Nell'esaminare la catena del valore nel suo complesso, i maggiori utilizzi dell’IoT si trovano alla fine. Questo si realizza, tra l’altro, mediante la logistica inversa. Quando arriva il momento di disporre di un bene, l'Internet delle Cose può aiutare nel recupero del bene in modo che possa essere riciclato nei suoi componenti. Con una logistica inversa efficiente, beni godono di una seconda vita,  nutrienti meno biologici vengono estratti dall'ambiente, e si può realizzare la messa in circolo/cascata dei beni.
Secondo le stime, i profitti che si possono ricavare dai modelli di circular economy potrebbero diminuire i costi del 20%, come pure i rifiuti. L'aumento di efficienza associato al consolidamento generato dalla conservazione è una proposta vantaggiosa anche per l'innovazione, con una futura redditività monetaria che sarà scontata.

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