La trasformazione digitale

Pubblicato il martedì, 3 aprile 2018

“O cambi o sei fuori”. Ernesto Ciorra, Direttore Innovazione e Sostenibilità di Enel, ha chiuso l’incontro “Guidare la trasformazione digitale in azienda” al Teha Management di quest’anno con un messaggio preciso: il digitale richiede un grande cambiamento culturale.

Organizzato il 26 marzo al Museo Diocesano di Milano da The European House Ambrosetti, l’evento ha preso in esame le trasformazioni dei modelli organizzativi e strategici delle imprese di fronte alla sfida della digitalizzazione: per non essere espulsi dal mercato e per guidare un processo che non fa sconti a nessuno oggi servono nuovi strumenti.

Quattro i filoni affrontati: come gestire le masse di dati tra smart device, smart city e smart mobility, come cambiano l’organizzazione e i processi delle Financial Institution, persone e trasformazione digitale, e come cambiare il mindset e la cultura aziendale.

Quest’ultimo punto è stato presentato dal nostro direttore Innovazione e Sostenibilità. “Chi non innova muore. - ha spiegato Ciorra - Ma per innovare bisogna essere sostenibili, coinvolgendo le migliori menti che sono dentro e fuori dall’azienda”.

Mettendo a confronto le categorie dei digital natives (i nativi digitali) e dei digital immigrants (cioé la generazione non nata in epoca digitale) Ciorra ha spiegato l’apertura all’innovazione non è automatica ma riflette l’esperienza personale. Se l’approccio digitale diventa abitudine quotidiana, come dimostra l’uso dello smartphone, allora anche l’azienda deve diventare digitale. Il suo nuovo modello operativo, agile perché basato su driver dell’innovazione come la condivisione dei dati e la governance interaziendale, è il digital hub: ogni linea globale di business o funzione viene integrata in modo permanente da team multifunzionali che costruiscono soluzioni attraverso la modalità del networking.

La struttura gerarchica tradizionale, verticalizzata, è riconfigurata su un piano orizzontale, il controllo si trasforma in un empowering reciproco, la programmazione viene impostata direttamente attraverso la sperimentazione, mentre la trasparenza diventa fondamentale per disporre di ogni elemento utile all’innovazione.

Con l’obiettivo di guidare la digitalizzazione, Enel ha avviato collaborazioni con università e centri ricerca in tutto il mondo (oggi sono in corso 126 partnership), creando anche una rete di 7 Innovation Hubs internazionali. Grazie a uno scouting di 2.948 startup, sono stati attivati 139 nuovi progetti, 38 dei quali riguardanti il settore delle rinnovabili.

Questo processo si è sviluppato rapidamente utilizzando strumenti complementari come la piattaforma di crowdsourcing Open innovability, aperta a tutti, e l’Enel Innovation World Cup, un concorso interno all’azienda che offre la possibilità ai dipendenti di mettersi alla prova come potenziali imprenditori. Per imparare dai propri errori, è stata lanciata la piattaforma di condivisione My Best  Failure, oltre a quella per gestire tutti i progetti di innovazione, chiamata Project Portfolio Management. Fra il 2016 e il 2017 abbiamo anche creato 8 Innovation Communities: Energy Storage, Drones, Blockchain e Augmented Reality nel primo anno, 3D Printing, Artificial Intelligence, Wearables e Robotics.

Un’attenzione particolare è stata poi riservata allo sviluppo delle nuove metodologie di lavoro, grazie all’Enel Idea Factory e all’Innovation School per i dipendenti aziendali.

Il nostro impegno è oggi riconosciuto a livello mondiale: Enel, infatti, è l’unica utility e l’unica azienda italiana tra le prime 50 che stanno migliorando la vita del pianeta da un punto di vista sociale e ambientale nella #changetheworld list della rivista Fortune

Perché innovare significa cambiare prima sé stessi e poi il mondo, ed Enel lo sta facendo. 

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