Il Centro Italia riparte, dopo il terremoto

Pubblicato il lunedì, 11 marzo 2019

La ricostruzione delle zone terremotate dell’Italia centrale non riguarda solo gli edifici e le infrastrutture: significa anche ricostruire il tessuto sociale ed economico dei territori devastati. Le aree interne di Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, infatti, erano già state colpite da un altro “terremoto”: lo spopolamento demografico legato alla crisi economica. Lo ha spiegato Piero Gnudi, presidente di Nomisma, la società di ricerca e consulenza economica che ha realizzato il rapporto “Ripartire dopo il sisma”.

Lo studio è stato presentato da Luigi Scarola, responsabile Sviluppo territorio e welfare di Nomisma nel corso di un incontro ospitato il 7 marzo nella sede romana di Unicredit, una delle aziende che partecipano alla ricostruzione. Scarola ha illustrato tre delle principali aree di intervento evidenziate dallo studio: un progetto di rilancio turistico attraverso le seconde case (che in alcune delle zone interessate sono il 60% del totale), un nuovo modello di mobilità basato sul trasporto a chiamata e la realizzazione di una filiera agroalimentare per la commercializzazione di latte ovi-caprino biologico. Iniziative che, insieme ad altre contenute nel rapporto di Nomisma, potrebbero partire in tempi brevi.

Alla successiva tavola rotonda, moderata da Giulio Santagata, consigliere delegato di Nomisma, ha preso parte Fabrizio Iaccarino, responsabile Affari Territoriali Enel Italia, che ha sintetizzato le principali azioni del nostro Gruppo in favore delle zone colpite. La risposta è cominciata subito dopo la prima scossa del 2016, per avviare il ripristino delle forniture di elettricità: sia alle abitazioni, sia alle aziende (in particolare del settore agroalimentare), in modo da permettere alle attività economiche di ripartire in tempi rapidi. Da qui, come ha spiegato Iaccarino, è nato un rapporto stretto con le amministrazioni e le comunità colpite che ha permesso di realizzare numerose iniziative, come ad esempio la creazione di punti di ascolto sul territorio per offrire ai cittadini informazioni sulle agevolazioni tariffarie.

Iaccarino ha poi ricordato il progetto Alleva la speranza, con cui Enel sostiene il rilancio delle imprese dell’agroalimentare con una raccolta fondi a favore di allevatrici e allevatori impegnati a valorizzare e mantenere viva la tradizione di prodotti tipici e di qualità delle zone interne dell’Appennino: un modo per confermare e consolidare il rapporto di vicinanza con il territorio.

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