L’innovability al TechForum di Ambrosetti

Pubblicato il mercoledì, 5 giugno 2019

Viviamo in un’epoca di cambiamenti tecnologici esponenziali. Per un’analisi approfondita di questa evoluzione e uno scambio di esperienze e approcci, la community InnoTech di Ambrosetti Club si è riunita il 30 maggio al Technology Forum 2019. Il titolo del forum e del report annuale, “The age of exponential technological changes”, indica che il progresso tecnologico non è mai stato così veloce nella storia dell’uomo e non riguarda solo alcuni settori produttivi, ma rappresenta un “cambio di paradigma” dell’intera società, come ha spiegato in apertura Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House - Ambrosetti.

“Dobbiamo scommettere su scienza, tecnologia, ricerca e innovazione per immaginare un Paese sostenibile, all’avanguardia e competitivo”, ha proseguito De Molli, ricordando che la Community Innovazione e Tecnologia, avviata nel 2011 e giunta al suo ottavo anno di attività, “ha proprio l’ambizione di sostenere questo processo, configurandosi come un punto di riferimento di alto livello per tutti gli attori pubblici e privati del Paese che hanno un ruolo attivo nell’ecosistema dell’innovazione italiano”. Nel 2019 il percorso di InnoTech ha coinvolto oltre cento tra realtà imprenditoriali, istituti di ricerca e università per approfondire 6 grandi trend: sostenibilità, economia circolare, low carbon economy, intelligenza artificiale, quantum computing, genomica ed epigenomica. Temi indagati nella ricerca e alla base dei quattro panel del TechForum che si è svolto al Milano Innovation District, con Enel tra i main partner: “Innovation for a Better World”, “Less Artificial, More Intelligence”, “Reinventing Business Through Smart Materials”, “Emerging Ideas for Sustainable Business”.

Un dibattito sull’evoluzione tecnologica dei nostri tempi che si è presto trasformato in una più ampia riflessione sulla nuova condizione dell’uomo sulla Terra, sulle conseguenze della crescita e sull’innovazione per un mondo migliore.

Ma l'innovazione può alimentare il progresso solo se è sostenibile. Per comunicare il nostro approccio che unisce innovazione e sostenibilità, abbiamo coniato la parola “innovability”. “Come posso scindere sostenibilità e innovazione? Se non sono sostenibile non sono innovativo”, ha detto Ernesto Ciorra, Direttore Innovability di Enel, aprendo il panel “Innovation for a Better World”.

“Con una rete internazionale di 10 innovation hub - ha spiegato - le nostre community e le partnership strategiche, stiamo costruendo una innovation factory, un ecosistema aperto in cui lavoriamo con grandi imprese, startup, PMI, università e ONG”.

Ciorra ha anche ricordato la piattaforma openinnovability, lanciata nel 2017, che ci connette a 400 mila innovatori con cui scambiamo idee e progetti, ad oggi 1.500 raccolti da oltre 100 paesi. “Perché lo fanno? Perché vogliono contribuire al miglioramento dell'umanità”. I 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Onu sono stati richiamati più volte sul palco. Ciorra ha citato il numero 7: “Il nostro sogno più grande è assicurare a tutti l’accesso all’energia”.

Anche nei panel più specifici, come quelli su intelligenza artificiale, smart cities e 5G, big data, l’impatto sulla società e sull’ambiente è stato il focus di molti interventi. Come se l’era dei cambiamenti tecnologici esponenziali avesse comunque un limite. “Semplici, aperti, programmabili e intrinsecamente sicuri” ha detto Agostino Santoni, CEO di Cisco Italia, definendo le piattaforme del futuro. “Però, pensateci: non sono valori che valgono anche per un’associazione, una regione o un Paese?” ha concluso rivolgendosi alla platea. L’innovazione sostenibile unisce aziende e società, spingendole a camminare insieme nella stessa direzione. 

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