Augusta, nell’ex centrale un centro per la ricerca scientifica

Pubblicato il lunedì, 5 ottobre 2020

L’ex centrale termoelettrica di Augusta, in provincia di Siracusa, avrà una nuova vita. Grazie all’intesa tra il nostro Gruppo, il Centro Nazionale delle Ricerche e il Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia, nelle aree non più utilizzate dell’impianto nascerà un centro di ricerca.

La struttura, che sarà completata nel 2021, verrà messa a disposizione dei ricercatori del CNR e Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia, con l’obiettivo di creare un polo di riferimento a livello internazionale.

“Un chiaro esempio di come sostenibilità ed economia circolare possano generare valore, confermando che la transizione energetica in atto rappresenta una grande opportunità per il Paese e per il territorio”, ha commentato Carlo Tamburi, Direttore Enel Italia.

L’intervento completerà la riqualificazione dell’intero sito, che copre una superficie di 150mila metri quadrati, parti del quale sono già state riconvertite o sono in corso di riconversione per la produzione di energia da fonti rinnovabili e in aree di stoccaggio e deposito.

Il tutto salvaguardando il valore di patrimonio storico-industriale dell’edificio: progettato dall’architetto e urbanista Giuseppe Samonà, l’impianto vinse il premio “ARCHINSI 61” nel 1961 ed è ancora oggetto di studi e ricerche universitarie.

Non solo. A dare una forte impronta di sostenibilità al nuovo centro sarà l’ampia copertura prevista di pannelli fotovoltaici, di un sistema a pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e di uno a pompa di calore per il raffrescamento e riscaldamento dell’edificio. Oltre ai laboratori, il centro sarà dotato di uffici e di una sala conferenze.

Ma di cosa si occuperà il nuovo centro di ricerca? L’obiettivo è dare vita a un polo di eccellenza sulle bonifiche sostenibili replicando in laboratorio condizioni specifiche: in questo modo si potranno studiare nuove soluzioni per le attività di decommissioning e transizione energetica a livello internazionale. Altri studi riguarderanno l’integrazione tra coltivazioni agricole e attività di produzione di energia, come avviene nelle applicazioni agrivoltaiche, e il riutilizzo delle piante impiegate nei processi di phytoremediation, una tecnologia di bonifica naturale attraverso le piante.

“Sostenere la nascita e la promozione del Centro di Ricerca di Augusta, animandolo con ricercatori e competenze, è strategico per il Paese nel suo complesso, ma anche per il CNR e per la Regione Sicilia, che devono e vogliono affrontare la transizione energetica e la riconversione industriale, azioni fondamentali per il rilancio economico in armonia con le strategie e gli obiettivi del più ampio contesto europeo e nell’ottica del Green Deal”, ha dichiarato il presidente del CNR Massimo Inguscio, mentre per il presidente di del Parco Scientifico e Tecnologico Giuseppe Scuderi, il progetto potrà “creare nuove opportunità al territorio più industrializzato della Regione con attenzione alla tutela della salute e dell’ambiente”. 

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