Giro 104, la Maglia Rosa fa novanta

Pubblicato il venerdì, 26 febbraio 2021

Era il 1931 quando Learco Guerra conquistava a Mantova la prima Maglia Rosa, ideata dal capostipite dei patron del Giro d’Italia, Armando Cougnet. Rosa come la Gazzetta dello Sport, viene vestita dal leader della classifica generale e quest’anno compie 90 anni, portati benissimo. Dalla lana si è passati ai tessuti ultratecnologici, innumerevoli sono le sfumature che ha assunto negli anni, ma non ha mai smesso di essere il simbolo per eccellenza del Giro che, il 24 febbraio, ha presentato l’edizione numero 104. Dall’8 al 30 maggio, da Torino a Milano, si correrà su 21 tappe per 3450 chilometri, con due cronometro, otto arrivi in salita e alcuni tratti in sterrato, oltre alla tappa regina sulle Dolomiti, con 57.00 metri di dislivello, dove il rosa della Maglia farà coppia con quello delle montagne.

Lo si potrebbe definire il Giro degli anniversari: oltre alla Maglia Rosa, di cui il nostro Gruppo è sponsor anche quest’anno, si festeggiano i 160 anni dell’Unità d’Italia (uno dei motivi per cui partirà dal Piemonte), Alfredo Martini, storico CT della nazionale italiana, avrebbe compiuto 100 anni proprio nel 2021 (lo si celebrerà con una tappa dedicata), così come si ricorderanno i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri con la tappa di Ravenna dove è sepolto il Sommo Poeta. 

 “La Corsa più dura del Mondo nel Paese più bello del Mondo anche quest’anno vivrà di una narrazione, oltre che sportiva, anche culturale, storica e turistica” ha dichiarato Paolo Bellino, Amministratore Delegato e Direttore Generale di RCS Sport.

Contribuiremo a questa narrazione con i valori che da sempre condividiamo con la Corsa Rosa, così come li ha raccontati Nicola Lanzetta, responsabile Mercato Italia del nostro Gruppo: “Il rosa, un simbolo per molti di noi nel ciclismo, è associato al concetto di speranza. Oggi come non mai si tratta di un concetto per noi importantissimo: valorizzare e rispettare il territorio è uno degli importanti punti che condividiamo con il Giro. Ma parlando di territorio non si può non parlare di persone: le più grandi aziende o le più grandi corse non sarebbero nulla senza i corridori e le altre persone coinvolte. Infine non dimentichiamo l’entusiasmo e la passione che condiscono questa esperienza che ci lega”.

Entrando nel vivo del tracciato, il Direttore del Giro d’Italia Mauro Vegni ha commentato: “Questo Giro d’Italia sarà una corsa dura già dalla prima settimana. I corridori troveranno tappe insidiose e per questo dovranno farsi trovare subito pronti”. Dopo dieci anni, si parte di nuovo da Torino, con una cronometro individuale e altre due tappe in Piemonte, per poi spostarsi in Emilia-Romagna, con il primo arrivo in salita, per poi scendere lo stivale attraversando le regioni adriatiche fino alla Puglia. Si risale lungo gli Appennini, con l’arrivo inedito in salita in Abruzzo, a Campo Felice. Sarà su sterrato parte della Brunello di Montalcino Wine Stage da Perugia a Montalcino e nella successiva tappa Siena - Bagno di Romagna si renderà omaggio a due uomini che hanno reso grande il ciclismo: Gino Bartali e, appunto, Alfredo Martini. Nel ricordo di Dante Alighieri sarà la tappa successiva da Ravenna a Verona, mentre il 22 è il giorno del temuto Zoncolan. Dopo il Friuli-Venezia Giulia si conclude la seconda settimana con la tappa regina che affronta passo Fedaia (Montagna Pantani), passo Pordoi (Cima Coppi) e passo Giau prima della discesa a Cortina, sede dei Campionati del mondo di sci da poco conclusi e delle Olimpiadi Invernali 2026. Si passa poi dal Trentino alla Lombardia, per sconfinare in Svizzera con la penultima difficile tappa da Verbania alla Valle Spluga. Gran finale domenica 30 maggio, con una cronometro individuale che terminerà sotto il Duomo di Milano, la città capitale del Giro, dove verrà premiato, come nella passata edizione, il vincitore dell’edizione 2021.

Scegli l'energia che fa per te

Trova la soluzione migliore per la tua casa o la tua impresa