La sfida dell’innovazione per le grandi corporate: il caso Enel

Pubblicato il venerdì, 16 febbraio 2018

“Il senso di Open Innovation è trovare problemi da risolvere e affrontarli connettendo tutte le aree dell'azienda con startup, partner industriali, PMI, centri di ricerca, università e crowdsourcing”

– Ernesto Ciorra, Chief Innovability Officer di Enel

Il nostro Gruppo ha iniziato un percorso di selezione delle migliori startup con cui lanciare progetti innovativi mirati per creare una vera rete di competenze, idee e opportunità di business. Nel caso di Athonet, il CEO Karim El Malki ha raccontato come sia stato fondamentale proprio il confronto, sottolineando quanto un’azienda come Enel possa aprire ad una piccola azienda l’accesso al mercato e l’importanza di un feedback, anche se negativo.

“Ricevere un no motivato permette di ragionare sul cambiamento. Questo atteggiamento motiva la startup a tornare con una nuova proposta, stavolta vincente”

– Karim El Maki, CEO di Athonet

Il racconto di Ciorra sui casi di successo è proseguito con Electro Power Systems, pmi italiana attiva nel mercato delle microreti, dello stoccaggio di energia e dei sistemi di accumulo a lungo termine con idrogeno. Il suo CEO, Carlalberto Guglielminotti, ha ripercorso le tappe di EPS, nata da uno spinoff dei Politecnici di Torino e Milano, oggi quotata in borsa, soffermandosi sul determinante incontro con Enel: il nostro Gruppo, infatti, è stato pioniere nel trovare e credere in EPS, creando una triangolazione con Intesa Sanpaolo, con cui abbiamo una partnership per promuovere le PMI italiane, che ha consentito a EPS di beneficiare di un finanziamento per sviluppare “l’ultimo miglio” della tecnologia.

Guglielminotti ha, anche, sottolineato la rivoluzionaria straordinarietà del progetto di micro-grid a emissioni zero che Enel e EPS hanno realizzato in Cile nel 2017.

“Le grandi corporate hanno bisogno di aprirsi per innovare perché spesso sono intrappolate nelle proprie regole dominanti. L’Open Innovation ci permette di contaminarci con realtà libere dai nostri vincoli, per sviluppare soluzioni sostenibili e competitive”

– Ernesto Ciorra, Chief Innovability Officer di Enel

I lavori della tavola rotonda sono proseguiti con un altro case study di successo: la collaborazione tra Enel e Nissan, raccontata dal CEO Nissan Italia Bruno Mattucci, è l’esempio di come due grandi aziende siano riuscite a innovare insieme, sviluppando soluzioni nuove per una mobilità sostenibile e integrata come la tecnologia Vehicle-to-Grid, che rivoluziona il modo in cui concepiamo l’auto elettrica: una batteria mobile in grado di restituire energia alla rete elettrica, garantendo maggiore efficienza nei consumi e migliore gestione dei flussi energetici.

“Per innovare, si deve avere il coraggio di rischiare e perfino di rinunciare a progetti che in quel momento rappresentano la strada più sicura. Quando molti anni fa presentammo la prima vettura elettrica di massa, la LEAF, i CEO delle grandi aziende automobilistiche ci dissero che avremmo chiuso i battenti. Ora non c’è un solo costruttore di auto che non stia investendo nella elettrificazione della propria gamma”

– Bruno Mattucci, CEO Nissan Italia

La chiusura dell’evento è stata affidata al professor Christopher Tucci che ha individuato tre punti chiave per l’innovazione: la collaborazione con le startup, le innovation communities e il crowdsourcing. Il professore ha dedicato parte del suo intervento agli Enel Innovation Hubs e agli eventi come i Data Hackathon, dove si sviluppa un flusso creativo di condivisione di idee fuori dagli schemi.

“Gli Enel Innovation Hubs sparsi per il mondo sono un’occasione globale per riconoscere l’innovazione al volo, proprio dove sta nascendo”

– Christopher Tucci, Professore - Ecole Polytechnique Federale di Losanna

Aprirsi, guardare fuori, contaminarsi. Come ha detto Di Minin in conclusione, “per lavorare a favore dell’ecosistema è necessario rinunciare all’ego-sistema”.

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