Geotermia e robotica, innovazione green e circolare

Pubblicato martedì, 9 ottobre 2018

Geotermia, 200 anni di rinnovabili e innovazione

L'8 maggio del 1818, grazie all'intuizione di Francesco de Larderel, nasceva tra Volterra, Cecina e Pisa il primo distretto industriale geotermico italiano. Al centro dell'attività la produzione di boro per il settore farmaceutico e ceramico. In pochi anni, Larderel si impose come il maggiore imprenditore della Toscana granducale.

Un successo reso possibile dall'introduzione di una tecnologia che oggi sarebbe un esempio di green e circular economy: coprendo i “lagoni” boraciferi con delle cupole in mattoni, Larderel iniziò a sfruttare il calore naturale della terra per estrarre il boro, abbattendo i costi e azzerando quasi del tutto l'impiego della legna – e il conseguente disboscamento – utilizzata inizialmente per alimentare i forni di estrazione.

Un processo virtuoso che, nel 1904, realizzò un altro salto “quantico”, quando il Principe Ginori Conti intuì la possibilità di sfruttare la fonte rinnovabile geotermica per la produzione di energia elettrica. Una tecnologia di cui Enel, attraverso Enel Green Power, è oggi leader nel mondo e che continua a sviluppare con impianti innovativi come quello Stillwater negli USA, primo impianto al mondo a combinare geotermia e fotovoltaico, o Cerro Pabellon in Cile.

Del legame tra geotermia, innovazione e green economy, si è parlato presso il nostro Hub&Lab di Pisa in occasione dell’incontro, coordinato da Franco Donatini della Scuola di Ingegneria dell’Università di Pisa, a cui hanno partecipato esperti del mondo accademico ed economico, tra cui Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola, Federico Testa, presidente ENEA, Marco Frey della Scuola Superiore Sant’Anna – Pisa, oltre a Massimo Montemaggi, responsabile geotermia di EGP, e al direttore Innovability di Enel, Ernesto Ciorra. È stato così possibile avere una panoramica su come l'evoluzione tecnologica e la digitalizzazione, con l'introduzione di applicazioni IT e Internet of Things, stiano potenziando lo sviluppo delle energie rinnovabili e abilitando nuovi scenari di Green Economy, grazie anche alle reti smart e ai sistemi di accumulo.

Uno scenario su cui si è soffermato Ernesto Ciorra, che nel suo intervento ha ricordato come queste tecnologie permettano oggi di ripensare anche gli ambienti urbani trasformando le città in smart city: smart perché capaci di usare in modo più efficiente l'energia, agevolare la vita delle persone e renderla più sostenibile. In questo scenario, ha ricordato, la nostra azienda ha sviluppato un approccio aperto, dando vita a una rete di innovazione, di cui il centro di Pisa rappresenta uno dei punti di eccellenza.

“La risorsa più importante che abbiamo in Enel sono le persone. E le persone sono il perno intorno al quale progettare una smart city, che nascono dai bisogni di chi vive le città. Sono le persone che fanno la differenza”

– Ernesto Ciorra, direttore Innovability di Enel

L'incontro di Pisa ha offerto l'occasione a EGP di intitolare l’auditorium della sede di via Andrea Pisano a Ruggero Bertani, scomparso lo scorso giugno e che nella nostra sede pisana si occupava di geotermia, settore di cui era uno dei massimi esperti a livello internazionale (nel 2016 era stato eletto presidente del Consiglio Europeo di Energia Geotermica - EGEC).

Rinnovabili: storage e digitalizzazione per un nuovo paradigma

La geotermia di Enel rappresenta una frontiera all’avanguardia nello scenario delle rinnovabili. Una fonte energetica sostenibile e flessibile, capace di integrarsi con altre tecnologie verdi, anche grazie alle batterie e ai sistemi di accumulo (energy storage), come ha spiegato Gianluca Gigliucci, responsabile Energy Storage Innovation di Enel Green Power.

“Il mondo 100% rinnovabile sta arrivando, grazie alla Flexible Capacity, un insieme di tecnologie e risorse che ci permetteranno di cambiare il paradigma energetico e che hanno alla loro base tecnologie di accumulo e i Peaker plant”

– Gianluca Gigliucci, responsabile Energy Storage Innovation di Enel Green Power

Enel, ha aggiunto Gigliucci, è in prima linea nel business delle batterie al litio con un approccio strategico che guarda con la lente d'ingrandimento il presente e con il cannocchiale il futuro del settore, anche in termini di economia circolare. Questo per poter garantire l'intera filiera, dai materiali di origine fino al riuso e corretto smaltimento.

Al Festival Internazionale della Robotica, EGP ha anche presentato, presso lo stand allestito agli Arsenali Repubblicani, alcune delle applicazioni innovative sviluppate in collaborazione con aziende e startup italiane. Tra queste il simulatore portatile di perforazione, Drilling Rig 360 dell'italiana Drillmec, la soluzione di sicurezza EGOpro Safe MOVE, sviluppata per ridurre al minimo i rischi di incidenti tra mezzi di movimentazione e pedoni in aree di lavoro comuni, e il Flyability Elios, un drone inglobato in una sfera rotante, in fibra di carbonio, che, proteggendolo dagli urti, gli consente di operare in luoghi confinati, dove altre tipologie di mezzi non riescono.

“L'innovazione è fondamentale perché le rinnovabili sono in continua evoluzione e per stare sul mercato abbiamo la necessità di innovare continuamente e raggiungere quei livelli di costo ed efficienza e sostenibilità che ci chiede il mercato”

– Giovanni Tula, responsabile Innovability di Enel Green Power

La divisione rinnovabili di Enel, ha spiegato Giovanni Tula, responsabile Innovability di Enel Green Power, sta operando in diversi settori. Tra questi le tecnologie digitali, ambito in cui stiamo testando strumenti di intelligenza artificiale, per ottimizzare le attività delle nostre centrali, e realtà virtuale, per rendere più sicuri i nostri operatori. Allo stesso tempo lavoriamo a sistemi per incrementare l’efficienza dei pannelli solari e delle turbine eoliche. Attività svolte in collaborazione con partner industriali, piccole e medie imprese, startup e atenei. “Siamo aperti - ha concluso Tula - a ogni tipo di tecnologia o processo che possa rendere più competitivo il nostro business”.

A chiusura del Festival, EGP ha infine offerto una visita guidata al nostro distretto geotermico di Larderello: un “viaggio al centro della terra” e attraverso la storia, quella raccontata nel Museo della Geotermia, e l'evoluzione di tecnologie e competenze in ambito geotermico che oggi ci consentono di produrre in modo sostenibile il 30% del fabbisogno elettrico della Toscana e di realizzare impianti geotermici all'avanguardia nel mondo.

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