Efficienza energetica, la svolta in casa

Pubblicato il giovedì, 12 novembre 2015

Nelle nostre case si trova una risorsa gratuita, a zero emissioni e in grado di generare ingenti risparmi senza necessità di trivellazioni o centrali. Si tratta dell’efficienza energetica, che se correttamente applicata alle utenze domestiche può avere effetti taumaturgici sull’economia italiana e sull’ambiente.

Enel ha calcolato, in uno studio sul settore residenziale, che la riduzione dei consumi domestici del 10 per cento consentirebbe di recuperare risorse pari al 2 per cento del PIL e tagliare del 20 per cento le emissioni di CO2. Secondo lo studio, il 60 per cento degli edifici italiani ha oltre 40 anni di vita e un’enorme dispersione termica, con 19 milioni di caldaie a gas (per la maggior parte inefficienti) e vetusti scaldabagni elettrici. Solo una lampada su 10 è stata sostituita con esemplari a LED, che consumano un decimo.

Modificare radicalmente questo quadro, sostiene Enel, è possibile con piccoli accorgimenti e a costi contenuti.  Da qui al 2020 si potranno tagliare i consumi per oltre 116 TWh termici: il 46 per cento con l’utilizzo di climatizzatori a pompa di calore, quasi il 30 per cento con caldaie a condensazione, il 15 per cento con impianti fotovoltaici domestici e la percentuale rimanente con il solare termico. Ulteriore risparmio può essere generato adottando piani di cottura elettrici a induzione al posto dei tradizionali fornelli a gas.

La multinazionale elettrica ha inoltre elaborato, in collaborazione con Legambiente, una proiezione degli effetti delle pratiche di efficienza sulla città di Firenze. Installando nel capoluogo toscano 50.000 nuove caldaie a condensazione e altrettante cucine a induzione, 30.000 climatizzatori e 5.000 scaldabagni a pompa di calore si potrebbero bruciare 12.8 milioni di metri cubi di gas. Lo sviluppo di un trasporto pubblico e privato a zero emissioni, con 13.000 automobili e 6.000 biciclette elettriche, contribuirebbe al taglio dell’emissione di 44 milioni di tonnellate di C02. Notevoli anche le ricadute occupazionali: il volume di affari degli interventi, stimato in 380 milioni di Euro, porterebbe infatti alla creazione di 400 nuovi posti di lavoro.

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