L’Italia della Green Economy

Pubblicato il lunedì, 27 novembre 2017

Tecnologia e ambiente. Ambiente e lavoro. Ricordate? Solo alcuni anni fa suonavano come concetti in antitesi tra loro. Oggi non è più così. Anzi è dalla loro convergenza che nasce la straordinaria opportunità di un nuovo modello di sviluppo.

Fondazione Symbola continua a scommettere sull’Italia e i numeri del rapporto GreenItaly 2017, presentato il 22 novembre a Palazzo Chigi, sembrano darle ragione. “La Green Economy è la migliore risposta alla crisi” ha confermato il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, contento di trovarsi “per una volta a un incontro di ottimisti”.

L’ottimismo di Ermete Realacci innanzitutto, presidente della Commissione Ambiente della Camera e fondatore di Symbola, che trova conferma nei dati. 355mila aziende dell’industria e dei servizi (il 27,1% del totale) dal 2011 hanno investito in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. Una quota che sale al 33,8% nel settore manifatturiero “dove l’orientamento green si conferma un driver strategico per il Made in Italy, traducendosi in maggiore competitività, crescita delle esportazioni, dei fatturati e dell’occupazione”.

Il Paese raccontato dal rapporto di Symbola è “l’Italia che fa l’Italia, che non dimentica il passato ma che è innovativa e guarda al futuro con fiducia”. Molti i primati della nostra economia nelle performance ambientali. Per i consumi di energia, dalle 16,6 tonnellate di petrolio equivalente per milione di euro del 2008 siamo passati a 13,7 al 2015: la Gran Bretagna ne brucia 8,3, la Francia 14,4, la Spagna 15 e la Germania meno di 18. L’Italia fa molto bene anche nella riduzione dei rifiuti: con 41,7 tonnellate per ogni milione di euro prodotto (dati 2014) siamo i più efficienti tra i principali paesi dell’Unione Europea, meglio della Germania ferma a 65,5 tonnellate.

All’ottimismo di Realacci si è aggiunto quello del nostro CEO e General Manager, Francesco Starace, secondo il quale l’economia verde è “l'unione tra due fattori: sostenibilità e incroci intelligenti che creano valore nel tempo. In questo l’Italia è molto avanti”. Un’economia in grado di creare “convergenze” con effetti economici e occupazionali positivi che durano nel tempo. Come è successo con la progressiva riconversione di 23 centrali del progetto Futur-e, una “grandissima operazione di economia circolare” e con le rinnovabili: “quando abbiamo iniziato a gestire la rivoluzione delle rinnovabili, - prosegue Starace - nessuno pensava allo stoccaggio e alle batterie, cosa che invece oggi è normale e ha creato una convergenza tra due settori industriali”.

Anche Enel scommette sull’Italia. In riferimento al Piano Strategico 2018-2020, presentato al Capital Markets Day del 21 novembre a Londra, Francesco Starace ha ricordato gli investimenti in continuo aumento nel nostro Paese e la capacità della nostra Azienda di essere all’avanguardia nella transizione energetica globale.

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