L’Italia circolare

Pubblicato il martedì, 20 febbraio 2018

Si può fare. La firma del manifesto “L’ Alleanza per l’Economia Circolare”, il 29 novembre scorso, a Roma, non è stata una dichiarazione di intenti, né una sfilata di buone intenzioni. Piuttosto la conferma che in Italia esiste già una rete di aziende che concretamente, sul campo, ha dato vita a progetti di economia circolare.

Altre seguiranno, il percorso ormai è avviato. E mentre proseguono i contatti a livello istituzionale per coordinare gli sforzi, le aziende firmatarie hanno già avviato quella transizione auspicata dal manifesto, “in cui il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse è mantenuto quanto più a lungo possibile e la produzione di rifiuti è ridotta al minimo”. Un impegno che non solo avrà un ruolo importante nel favorire il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi sul clima, ma renderà più competitiva e sostenibile la nostra economia.

Intesa Sanpaolo, insieme con Enel promotrice dell’Alleanza, sta lavorando in particolare per favorire la transizione di imprese e consumatori verso l’economia circolare: fra le sue iniziative, l’attivazione del Master in Circular Economy e bioeconomia. Ferragamo ha creato insieme ad Orange Fiber, una linea di tessuti ricavati dai sottoprodotti della spremitura degli agrumi: un’idea creativa e molto italiana. Fater ha sviluppato e brevettato una nuova tecnologia per riciclare i pannolini e gli altri prodotti assorbenti. Novamont ha realizzato il primo impianto al mondo dedicato alla produzione di biobutandiolo da fonti rinnovabili e ha sviluppato una famiglia di bioplastiche completamente biodegradabili.

Costa Crociere si è concentrata sul riciclo dell’alluminio, particolarmente importante in ambienti isolati come le navi e, attraverso il progetto “4 good food”, ridurrà del 50% gli sprechi alimentari a bordo della flotta.

Eataly, accanto al riciclo dei rifiuti, punta sulla sostenibilità anche nella selezione dei fornitori. Bulgari ha incentivato, oltre alla raccolta differenziata, anche la scelta di materiali il più possibile riciclati e regionali.

Noi di Enel da tempo abbiamo interiorizzato la filosofia della circolarità, applicandola ad ampio raggio. Le fonti rinnovabili, su cui puntiamo con convinzione, sono un esempio di energia circolare. Per non parlare di Futur-e, il nostro progetto più dichiaratamente legato all’economia circolare: un piano per riqualificare 23 siti relativi a centrali termoelettriche con un approccio partecipativo e condiviso con le comunità locali.

L’iniziativa Cantieri sostenibili si ispira alla circolarità nella scelta dei materiali da usare e nel recupero di quelli demoliti, mentre di grande valore innovativo è la tecnologia Vehicle to Grid, grazie alla quale le auto elettriche potranno riversare nella rete l’elettricità non usata: un altro esempio di circolarità dell’energia.

Inoltre, abbiamo sviluppato un metodo per misurare la circolarità, il CirculAbility© Model, e proseguiamo la nostra azione di sensibilizzazione sulla circolarità, che comprende convegni, pubblicazioni e una intera sezione dedicata sul nostro sito. Perché crediamo che applicare i principi dell’economia circolare sia l’unica strada perseguibile per competitività e sostenibilità. 

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