Nasce a Montalto di Castro il primo museo della transizione energetica

Pubblicato il venerdì, 29 aprile 2022

Cultura, innovazione e transizione energetica: tre aspetti fondamentali del Paese si incontrano nel nuovo centro espositivo sull’energia che sorgerà all’interno della nostra centrale “Alessandro Volta” di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo.

Il progetto, ideato dallo studio d’architettura ACPV Antonio Citterio Patricia Viel, si chiamerà TECCC (Centro di Cultura e Conoscenza della Transizione Energetica). Saranno sviluppati diversi ambienti: il Museo della Transizione Energetica vero e proprio, spazi dedicati alla formazione e alla divulgazione sulla transizione energetica, aree espositive che ospiteranno installazioni artistiche sul tema dell’energia, una sala per eventi, una terrazza panoramica. “Il progetto prevede anche un percorso di visita sopraelevato – spiega l’architetto Patricia Viel, co-fondatrice di ACPV – che circonda l’area e immergerà il visitatore in un paesaggio che ben restituisce la complessità del sito”.

Un autentico polo di innovazione e sostenibilità che contribuirà a sensibilizzare le comunità sulle tematiche legate all’ambiente e ad accrescere la consapevolezza sulla storia dell’energia. “Poter raccontare passato e futuro dell’energia è particolarmente importante in un momento storico come questo, in cui la transizione energetica sta cambiando radicalmente l’intero settore, dalla produzione al trasporto fino al consumo, spingendo verso un modello più sostenibile” ha commentato il nostro Direttore Italia Nicola Lanzetta. “Farlo all’interno della centrale di Montalto di Castro ha un valore anche simbolico e arricchisce ulteriormente il programma di valorizzazione del sito, che sarà il più grande dei nostri poli energetici integrati e multifunzionali in Italia. Grazie a uno spazio innovativo e aperto, potremo coinvolgere anche i più giovani”.

Credits: Wolf Visualization Agency, courtesy of ACPV ARCHITECTS

Credits: Wolf Visualization Agency, courtesy of ACPV ARCHITECTS

La centrale, d’altra parte, è essa stessa uno spaccato della storia dell’energia in Italia: progettata in origine come impianto nucleare mai entrato in funzione, è stata poi riconvertita alla produzione termoelettrica per entrare in attività nel 1992. Attualmente il suo territorio è al centro di un importante piano di sviluppo che stiamo portando avanti con diversi progetti legati alla transizione energetica, nei quali rientrerà anche il nuovo centro espositivo: un grande impianto fotovoltaico da 10 MW, sistemi di accumulo di energia per circa 245 MW e una fabbrica di tracker, i dispositivi che permettono ai pannelli fotovoltaici di orientarsi e seguire il sole nel corso della giornata per massimizzare la produzione di elettricità. Inoltre, in alcuni spazi sono allo studio ulteriori soluzioni sostenibili come un progetto innovativo di serra idroponica.

“Il progetto – ha commentato il sindaco di Montalto di Castro, Sergio Caci – ha lo scopo di recuperare uno spazio in disuso, di rilevanza storica per la narrazione energetica del Paese, per raccontare la transizione energetica creando un polo museale e di conoscenza mai realizzato prima”.

La nuova destinazione multifunzionale della centrale rientra nella nostra strategia per dare una nuova vita agli impianti termoelettrici in dismissione: in un’ottica di economia circolare, l’obiettivo è riutilizzare i siti scegliendo di volta in volta la soluzione più idonea in base alle caratteristiche particolari di ogni impianto, con lo sguardo rivolto al territorio e alle comunità locali.

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