Da Nord a Sud, in bici sulle dighe

Pubblicato il giovedì, 28 giugno 2018

Ponte Cola

La diga di Ponte Cola, in Val Vestina, è stata costruita sul punto esatto dove un tempo correva il confine fra l’Impero Austroungarico e l’Italia: alta 125 metri e con una capacità d’invaso di 52 milioni di metri cubi, è un impressionante colosso ingegneristico che alimenta a valle, direttamente sul lago di Garda, la centrale Enel Green Power di Gargano (Brescia). Proprio per le sue dimensioni, la diga è chiamata “il fiordo norvegese sopra il Garda”.

Ponte Cola - Enel.it

Alpe Gera e Campo Moro

Nei due serbatoi artificiali di Alpe Gera e Campo Moro, in Valmalenco, sono convogliate le acque degli imponenti ghiacciai alpini del Scerscen, del Fellaria e del Disgrazia: una cornice paesaggistica spettacolare. Il loro regime è tanto abbondante che fa della Valmalenco e dell’intera provincia di Sondrio la prima in Italia per produzione idroelettrica (mediamente il 12% circa del fabbisogno nazionale).

Campo Moro - Enel.it

Entracque

Entracque si trova, invece, l’impianto idroelettrico più grande d’Italia, le cui opere civili sono state costruite tutte all’interno della montagna, scavando milioni di metri cubi di roccia. La sua potenza complessiva è dello stesso ordine di grandezza della punta massima di potenza assorbita dalla Provincia di Torino. Gestisce le acque del lago Rovina, a oltre 1.500 metri d’altezza, nell’importante riserva faunistica del Parco Alpi Marittime. Con circa 5 GWh di produzione all’anno, permette di risparmiare l’equivalente di 2.000 tonnellate annue di CO2 emessa in atmosfera.

Entracque - Enel.it

Rochemolles

La diga di Rochemolles, sempre in Provincia di Torino, è stata costruita dalle Ferrovie dello Stato fra il 1924 e il 1930 per creare un bacino di regolazione dell’energia producibile nella centrale idroelettrica di Bardonecchia: questa, a sua volta, era utilizzata per generare la forza motrice necessaria all’elettrificazione della ferrovia del Frejus che collega Torino con la località francese di Modane, attraverso la Val Susa e il traforo del Frejus. Si trova nei pressi del Colle del Sommelier (2.993 metri), al confine fra i due Stati, dove si snoda una delle strade carrozzabili più alte d’Europa.

Rochemolles - Enel.it

Morasco

Allo sbocco della Valle di Gries sorge la diga di Morasco, che alimenta col suo scarico la famosa cascata del fiume Toce: con un salto di 143 metri, è considerata una delle più scenografiche dell’intero arco alpino. Il getto si ingrossa in fasce orarie prestabilite, solitamente fra giugno e settembre, con portate fra i 6 e gli 8 metri cubi al secondo. La cascata è ricordata dai tifosi ciclistici per esser stata anche la tappa dell’ultimo scatto del “pirata” Marco Pantani, vincitore nel 1998 del Giro d’Italia e del Tour de France.  

Morasco - Enel.it

Fedaia

Il bacino della Fedaia, formato da due sbarramenti, è conosciuto invece come la Perla delle Dolomiti, perché occupa buona parte del pianoro ai piedi del ghiacciaio della Marmolada, il più alto delle montagne Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Nella centrale Malga Ciapela sono conservati i sorprendenti mosaici astratti dell’artista Mario Deluigi.

Fedaia - Enel.it

Campotosto

Dell’antico lago di Campotosto, nei pressi del Gran Sasso, era sopravvissuta agli inizi del secolo scorso solo una palude. Grazie a tre sbarramenti realizzati negli anni ‘30 e ‘40, gli impianti idroelettrici sul fiume Vomano di Enel Green Power lo hanno riportato in vita con una capacità di ben 217 milioni di metri cubi: il secondo invaso artificiale più grande d’Europa. Oltre a soddisfare il fabbisogno energetico di quasi 200mila famiglie e ad abbattere 318mila tonnellate di emissioni di CO2, il serbatoio abruzzese funge anche da scorta per il sistema irriguo della valle del Vomano, contribuendo alle attività estive con una riserva di circa 65 milioni di metri cubi di acqua. 

Campotosto - Enel.it

Ancipa

Contro gli effetti della siccità, la Sicilia centrale può contare sul “lago Sartori”, creato dalla diga Enel Green Power di Ancipa. Si trova a 944 metri sul livello del mare, nel mezzo del Parco dei Nebrodi: sviluppa una simbiosi perfetta con la vegetazione boschiva locale, costituita da faggi e roverelle, favorendo la proliferazione dei funghi. L’area è infatti una delle mete micologiche più importanti della Sicilia, ma l’ampia disponibilità di acqua ha anche rilanciato negli anni ‘50 le ormai impoverite attività agricole del territorio.  

Ancipa - Enel.it

Coghinas

Punto di riferimento per l’intera Sardegna, l’impianto del Coghinas ha tagliato il traguardo dei 90 anni mettendo al primo posto la difesa della biodiversità: nel 2015 è stato creato un sistema di scale di risalita per facilitare la riproduzione delle anguille, permettendo ai pesci di spostarsi in continuità fra il lago artificiale e il letto del fiume. Produce 70mila Megawatt all’anno per un bacino di 25mila famiglie nella provincia di Olbia-Tempio, con un tasso d’abbattimento di CO2 di circa 45mila chilogrammi. 

Coghinas - Enel.it

Cecita

Le acque del lago Cecita, il bacino artificiale realizzato per la produzione elettrica sul massiccio della Sila (Cosenza), sostengono l’agricoltura locale con risultati eccellenti. La patata silana ha infatti ricevuto la certificazione Igp dalla Commissione Europea, potendo contare su un invaso di 121 milioni di metri cubi circa, preservato grazie a un arco-gravità a doppia curvatura in calcestruzzo cementizio di 55 metri. L’impianto si trova nei pressi del Colle dell’Esca, fra le salite più ripide e impegnative della Calabria (vetta a 1.490 metri), con pendenze del 15%.

Cecita - Enel.it

Castel San Vincenzo

Attraverso lo sbarramento del Rio Salzera, in Molise, è stato possibile realizzare l’invaso artificiale del lago di Castel San Vincenzo per alimentare la centrale idroelettrica di Rocchetta. Una riserva naturale che, oltre a soddisfare il fabbisogno energetico di 500 famiglie e a offrire riparo agli uccelli che migrano sulla rotta Africa-Nord Europa, ha trasformato il territorio in un’area di forte interesse turistico: da Castel San Vincenzo partono le escursioni verso i monti Mainarde del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ma anche le visite ai resti archeologici dell’importante abbazia del paese, fondata nel VII secolo da San Benedetto da Norcia e divenuta poi una delle più importanti in Europa. 

Diga Castel S. Vincenzo - Enel.it

Vagli

Il bacino idrografico del Serchio, nei territori delle Province di Lucca e Pistoia, è uno dei maggiori in Italia: sono presenti 11 dighe, 3 sbarramenti e 23 centrali idroelettriche, per una produzione di 540 GWh. La diga di Vagli è diventata molto popolare, dopo che il suo invaso è stato svuotato nel 1994 riportando alla luce il “paese sommerso” di Fabbriche di Careggine. Altra attrattiva in zona è il Ponte del Diavolo che attraversa la diga di Borgo a Mozzano, risalente all’XI secolo e circondato da una sinistra leggenda popolare che ne ha fatto il set per molti spot pubblicitari.

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