Al Salone della CSR le rotte della sostenibilità

Pubblicato il lunedì, 8 ottobre 2018

“Il modello di business di Enel integra tutti i pilastri strategici dell’economia circolare: l’utilizzo di fonti energetiche e materiali rinnovabili, riciclabili o biodegradabili in cicli di vita consecutivi, così come l’allungamento della vita dei prodotti e l’uso di piattaforme per la collaborazione”

– Luca Meini, responsabile Circular Economy and Environmental Strategies di Enel

Nel corso del seminario Stefano Arduini, direttore della rivista Vita, ha evidenziato come l’Italia risulti oggi ai primi posti in Europa nelle classifiche sulla circolarità, avendo tutte le carte in regola per guidare il processo di transizione economica dal vecchio modello di sviluppo lineare. In base agli ultimi dati Eurostat, siamo il più efficiente fra i grandi Paesi europei nel consumo di materia dopo la Gran Bretagna, con un impiego di appena 256.3 tonnellate per milione di euro prodotto. Il tasso di consumo dal 2008 a oggi è stato addirittura dimezzato. L’Italia è anche seconda per riciclo industriale con 48.5 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi avviati a recupero (dopo la Germania), con un risparmio di energia primaria di oltre 17 milioni di tonnellate di petrolio l’anno e circa 60 milioni di tonnellate di CO2 (dati dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia). Per ogni chilogrammo di risorsa consumata, il nostro Paese genera - a parità di potere d’acquisto (Pps) - 4 euro di Pil, contro una media di 2,24. L’ultima indagine di Symbola in collaborazione con Unioncamere, inoltre, conferma che investire in economia circolare conviene per l’ambiente, così come per il business: il 41% delle imprese impegnate nell’eco-innovazione hanno registrato una crescita degli occupati contro il 31% delle restanti, segnando un incremento dell’export nel 49% dei casi (contro il 33% delle altre).    

Come guidare l’innovazione

Nonostante le ottime performance circolari, esistono ampi margini di miglioramento che potrebbero seguire gli esempi virtuosi di governance che arrivano dal mondo aziendale. Nel seminario “Sostenibilità e cambiamento tra governance, processi e persone” sono stati illustrati i passi intrapresi in questa direzione dal nostro Gruppo. Per Giulia Genuardi, responsabile Sustainability Planning & Performance Management di Enel, possono essere distinti tre livelli di cambiamento: del business model, della funzione di sostenibilità e del rapporto di quest’ultima con le altre aree di sviluppo. Rispetto ai nuovi top risk individuati dal World Economic Forum, che pone fra i primi due ambiente e cybersecurity, le strategie di Enel si sono orientate alla sostenibilità. Questo ha comportato necessariamente una svolta, dando maggior peso agli investimenti in energie rinnovabili (nel piano strategico 2018/2020 incidono ora per un terzo del totale) avendo in mente l’obiettivo della decarbonizzazione

“Per agevolare il cambiamento sociale e ambientale richiesto dai trend mondiali è indispensabile partire da un modello di business sostenibile. Il punto di partenza è la strategia e non il prodotto, avendo una visione di lungo termine oggi richiesta, anche, dai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030”

– Giulia Genuardi, responsabile Sustainability Planning & Performance Management di Enel

Diversità, driver del cambiamento

Divenuta punto di riferimento imprescindibile dei modelli di business, così come degli stili di vita, la sostenibilità ha cambiato pelle. In senso quasi letterale. Ogni Paese, azienda o cittadino che persegue obiettivi sostenibili sviluppa infatti punti di vista diversi, per via delle intrinseche differenze culturali dei contesti di appartenenza. In questo senso, per gli organizzatori del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, non è più possibile parlare di sostenibilità come progetto ideale uguale per tutti, bensì come percorso comune dalle molteplici rotte. Concordi anche gli ospiti del seminario “Quando la diversità è un valore”, al quale ha partecipato per il nostro Gruppo Marisa Strangis, responsabile People Care & Diversity Management. Con circa 70mila dipendenti presenti in oltre 30 Paesi, il 20% dei quali sono donne (e di queste il 19% manager), Enel è quotidianamente impegnata a confrontarsi con i temi della diversità e dell’inclusione. Punto di riferimento fondamentale per l’azienda è la policy Diversity&Inclusion adottata nel 2015, in coerenza con gli SDGs (gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Onu), che contiene iniziative specifiche per valorizzare la diversità, incoraggiando lo sviluppo di una cultura inclusiva in cui tutti sono chiamati ad esprimere il proprio potenziale. È una visione basata sul concetto di Open Power che non solo stimola la produttività individuale, ma libera anche potenzialità innovative utili all’azienda per continuare ad evolversi. In questa direzione, ad esempio, sono messi a disposizione servizi per favorire la genitorialità, così come per facilitare l’accesso delle ragazze alle facoltà universitarie STEM. Sono stati avviati progetti che coinvolgono i colleghi con disabilità e per conciliare meglio la vita professionale e familiare, grazie a strumenti come lo smart-working. La digitalizzazione finisce così per giocare un ruolo sempre più strategico nei progetti aziendali: permette di ampliare le campagne di comunicazione, di superare le barriere spaziali, di favorire l’interazione sociale in un processo di continua contaminazione tra ambiti apparentemente diversi. 

“Per promuovere il valore della diversità come risorsa comune e di innovazione, i progetti di Enel, agevolando anche il mix generazionale, coprono ogni fascia d’età. Col tempo, questo aiuterà infatti a non dover più parlare di diversità. Ognuno imparerà a vedere di fronte a sé nient’altro che una persona nella ricchezza della sua unicità”

– Marisa Strangis, responsabile People Care & Diversity Management di Enel

Il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale 2018 ha trovato nel viaggio la metafora più adeguata per descrivere la condizione di oggi. Il vecchio modello lineare di sviluppo è finito in un vicolo cieco. Seguendo le rotte della sostenibilità, della responsabilità sociale e dell’economia circolare abbiamo la possibilità di esplorare quei territori verso i quali Enel sta aprendo la strada. 

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