Robotica e automazione: le eccellenze italiane

Pubblicato venerdì, 7 febbraio 2020

“Siamo convinti che il nostro Paese, con le sue eccellenze e competenze, possa essere esempio di crescita sostenibile a livello globale dimostrando, in linea con il Manifesto di Assisi, che è possibile riportare la dimensione umana al centro del modello economico”

– Francesco Starace, Amministratore Delegato e Direttore Generale Enel

Anche Ermete Realacci ha evidenziato come la capacità di coniugare innovazione, bellezza e qualità renda gli italiani in grado di affrontare le sfide del presente e del futuro, trovando soluzioni a misura d’uomo.

La mano Hannes, ad esempio, è un connubio perfetto tra ingegneria e design al servizio delle persone: la protesi robotica che consente al paziente di recuperare il 90% della funzionalità, adattandosi agli oggetti, è stata progettata da ddp Studio e sviluppata dal Centro Protesi Inail di Budrio e dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Un esempio di come il design si occupi anche del rapporto emotivo tra persona e oggetto, ha spiegato Gabriele Diamanti, designer di ddp Studio, che ha firmato l’arto artificiale.

“La robotica è attraversata dalle sfide del futuro, a cominciare dalla necessità di affrontare la crisi climatica, coniugando empatia e tecnologia”

– Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola

Macchine intelligenti sempre più "naturali"

Tra le storie di successo, quella raccontata da Francesco Visentin, ricercatore del centro per la Micro-BioRobotica dell’IIT a Pontedera, che ha affascinato la platea con la presentazione del Plantoide, il primo robot ispirato alle piante in grado di reagire a stimoli esterni e di allungare le “radici” nel terreno raccogliendo dati ambientali.

Altro esempio di eccellenza italiana è il robot-polpo, ideato da Cecilia Laschi, docente di bioingegneria industriale all’Istituto di BioRobotica della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa, tra i pionieri della robotica soft, branca dedicata allo sviluppo di macchine con superfici soffici e deformabili.

Antonio Bicchi, Presidente di I-RIM (Istituto di robotica e macchine digitali), ha sottolineato l’importanza di guardare all’Intelligenza Artificiale ricordando sempre che non si tratta solo di algoritmi che elaborano dati, ma di strumenti e soluzioni a supporto delle persone.

Infine, l’esempio che lega la robotica e le nuove generazioni con gli studenti del Liceo scientifico Avogadro di Vercelli, che hanno vinto Zero Robotics 2018-2019, la competizione internazionale indetta dalla Nasa. In team con due scuole statunitensi, i ragazzi hanno programmato il movimento simulato di mini-satelliti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

La robotica Made in Italy ha raccolto grandi risultati in pochi anni. La nuova frontiera per il settore, secondo Cecilia Laschi, è quella di prendere sempre più ispirazione dagli esseri viventi e dall’ambiente: il robot del futuro sarà sempre più “naturale” al servizio della salute e del benessere delle persone.

Scarica il rapporto “100 Italian Robotics & Automation Stories”.

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