STEM, le porte verso il futuro

Pubblicato venerdì, 4 dicembre 2020

I primi due appuntamenti

Oltre 600 studenti, insieme con i loro insegnanti da scuole in tutto il territorio nazionale, si sono collegati alle dirette streaming dei primi due appuntamenti con ospiti Ersilia Vaudo, Chief Diversity Officer dell’Agenzia Spaziale Europea, e Francesca Gabrielli, Amministratrice Delegata di Assist Digital.

Ma perché è importante promuovere questi percorsi di studio?

Giuseppe Amoroso, Responsabile Digital Strategy e Governance, ha risposto partendo da alcuni dati. “Il 24,6% dei laureati italiani nel 2019 ha scelto materie STEM, meno di un terzo, una vera emergenza nazionale che diventa ancor più grave se consideriamo quest’altro numero, 16,2%, la percentuale di donne laureate che hanno scelto percorsi STEM, contro il 37,3% degli uomini”. C’è, tuttavia, anche una buona notizia: 8 milioni sono i nuovi posti di lavoro previsti in questo ambito entro il 2025 in Italia, con un divario importante tra domanda e offerta e una richiesta del mercato in questa direzione che è destinata ad aumentare. Per questo Amoroso ha concluso con un invito diretto: “Cosa aspettate? Abbracciate anche voi questa sfida!”

A frenare la scelta di molte ragazze sono spesso stereotipi e pregiudizi. Nel 1983 Sally Ride fu la prima astronauta statunitense a raggiungere lo spazio - ha raccontato Ersilia Vaudo - e la Nasa si preoccupò di fornirle in dotazione l’occorrente per il trucco: “Gli ingegneri della Nasa decisero che le donne astronaute avrebbero voluto truccarsi, così progettarono un kit per il make-up…”. Un aneddoto che rivela come l’ambito tecnico-scientifico non sia sempre stato culturalmente accogliente per le donne (che nel settore spaziale rappresentano solo il 12% del totale): una situazione che deve cambiare se non vogliamo perdere il contributo di metà della popolazione mondiale alla creazione di un mondo più sostenibile. Un intervento quello di Vaudo che ha ispirato studenti e studentesse, ricordando a tutti che l’italiano è la lingua del nostro Paese, l’inglese quella del mondo e la matematica quella dell’Universo.

La diversità è anche sinonimo di ricchezza. Francesca Gabrielli, ha messo la passione al centro del suo discorso per spronare i giovani ad avere coraggio nel seguirle, a essere ottimisti, a trasformare gli errori in opportunità. Prendendo spunto dal design thinking, un approccio all’innovazione che si basa sulla capacità di risolvere problemi complessi in modo creativo, ha parlato delle nuove professioni digitali e dell’importanza di multidisciplinarietà e collaborazione per raggiungere obiettivi comuni. Come quello della lotta ai cambiamenti climatici che rende necessario incrementare la produzione da fonti rinnovabili e ridurre l’impatto ambientale rendendo processi e prodotti più sostenibili, prima che sia troppo tardi. L’innovazione tecnologica diventa quindi fondamentale non solo per aprire le porte ai lavori del futuro, ma per costruirne uno migliore. Ai Tech Talks Carlo Bozzoli ha concluso il suo intervento con un appello: “Mi rivolgo alle scuole per invitarle a promuovere ancora di più di le professioni STEM, attraverso percorsi di alternanza scuola-lavoro perché è fondamentale portare la scuola dentro l’impresa e l’impresa dentro la scuola, facendo toccare con mano ai ragazzi e alle ragazze come queste competenze vengono utilizzate concretamente ogni giorno. Anche le imprese devono fare la loro parte. La nostra ambizione è provare ad accendere quante più scintille è possibile con eventi come quello di oggi, ma non basta: è una goccia in un grande mare al quale dobbiamo contribuire tutti”.

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