100 Panchine per Roma

Pubblicato domenica, 1 agosto 2021

“Il Terzo Paradiso è la rappresentazione della dualità che esiste in tutte le cose e la connessione all'interno che è la creazione. Due elementi diversi si uniscono per dare vita a qualcosa che non esisteva, come impegno di sostenibilità comune.”

– Michelangelo Pistoletto, Artista

Un’opera che appartiene a tutti

Le rappresentazioni del Terzo Paradiso in passato sono state esposte in siti di eccezionale valore simbolico, come la sede delle Nazioni Unite a Ginevra e il Parco della Pace a Nagasaki. E sono state realizzate con numerose tecniche e su diversi supporti, dalla pietra allo specchio.

Le installazioni di Roma sono state realizzate con 100 panchine in plastica riciclata da PET e riciclabile, in armonia con il messaggio di Pistoletto. Al significato dell’opera d’arte si aggiunge il valore del mezzo usato: la panchina rappresenta la pausa e il punto di osservazione, è un simbolo di respiro, riposo, riflessione, inclusione e dialogo. E – cosa più importante – la panchina appartiene a tutti.

In qualità di sponsor dell’iniziativa, abbiamo adottato 20 delle 100 panchine che saranno poi messe a disposizione della città.

Il progetto, che rientra tra le iniziative di arredo urbano sviluppate in collaborazione con “Cittadellarte – Fondazione Pistoletto Onlus” all’interno del Rebirth Forum Roma, prevede diverse tappe nell’area metropolitana romana.

Prima tappa: Festival delle Periferie

Il viaggio è iniziato al Festival delle Periferie, che si è svolto dal 21 al 23 maggio: un’iniziativa organizzata per valorizzare la vastissima zona che circonda il centro storico di Roma, non altrettanto famosa nel mondo ma ricca di testimonianze storiche e soprattutto di una fertile vita culturale, con lo scopo di “far vivere le periferie come città e non come lembi di città”, come ha dichiarato la sindaca Virginia Raggi intervenendo alla presentazione ufficiale del Festival il 6 maggio.

L’inaugurazione dell’istallazione 100 Panchine per Roma si è svolta il 23 maggio presso l’Area Archeologica di Gabii, un sito della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, di grande interesse storico a circa 20 chilometri a est di Roma, lungo la via Prenestina antica: uno dei tanti parchi archeologici che costellano la cosiddetta periferia romana e ne testimoniano la straordinaria ricchezza.

Seconda tappa: Back to Nature

La seconda tappa è complementare alla prima: si è passati dalle periferie a Villa Borghese, cuore verde di Roma nel centro storico. Dal 15 giugno, infatti, le cento panchine hanno disegnato il simbolo del Terzo Paradiso a Piazza di Siena, uno dei luoghi iconici del parco in quanto sede del più famoso concorso ippico italiano.

Il trasferimento dell’installazione nella cornice di Piazza di Siena si è inserito nel contesto della manifestazione Back to Nature, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e giunta alla seconda edizione dopo il successo del 2020: un’iniziativa curata dallo storico dell’arte Costantino D’Orazio per integrare la grande arte moderna nella cornice antica di Roma e offrire alla cittadinanza la fruizione gratuita all’aperto di eventi culturali di alto livello. Si è venuto così a instaurarsi un dialogo fra bellezze naturali e artificiali che si è accordato alla perfezione con il messaggio di Pistoletto ispirato all’armonia e alla sostenibilità.

L’installazione è rimasta a Villa Borghese fino al 15 luglio, per poi far ritorno a Gabii fino alla fine di ottobre, dove sarà accompagnata da percorsi guidati ed eventi.

Alla fine del loro viaggio le panchine saranno donate alla città e disposte in 100 luoghi diversi dove poter realizzare laboratori di educazione civica e cittadinanza attiva con le scuole e le associazioni del territorio. Un’ulteriore occasione per sensibilizzare le comunità sul rispetto del territorio e trasferire il concetto di responsabilità espresso dal Terzo Paradiso: una conferma della vocazione sociale dell’installazione, definita da Giorgio De Finis, direttore del Museo delle periferie di Roma, “un’opera abitabile”.

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