We4Youth e il modello scuola-lavoro di Enel

We4Youth e il modello scuola-lavoro di Enel

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L’alternanza scuola-lavoro di Enel è un esempio di successo. La replicabilità del suo modello ne fa uno dei 25 migliori casi di formazione duale e apprendistato formativo in Italia.

A riconoscerlo è la prima ricerca sul tema promossa da Fondazione Sodalitas, con il sostegno di JPMorgan Foundation, e realizzata da Fondazione Di Vittorio. Il percorso di inserimento lavorativo sviluppato dal nostro Gruppo con l’Istituto di Istruzione Superiore Galilei-Sani di Latina, per il periodo 2016-2018, è stato indicato come una delle 25 best practice di riferimento ed è stato inserito nella piattaforma web We4Youth.it. Una mappa che faciliterà l’inserimento lavorativo degli studenti italiani. Nella sezione “Modelli” sono raccontate le prime esperienze di successo, fra cui appunto il programma sperimentale di Enel, realizzate su tutto il territorio nazionale: da Milano a Torino, da Bologna ad Ancona, Roma e Pomigliano d’Arco, fino a Potenza ed Enna. Piccole e grandi imprese hanno lavorato con centinaia di studenti di licei, istituti tecnici e professionali, così come di istituti tecnici superiori.

Una strategia contro la disoccupazione giovanile

La presentazione della ricerca è avvenuta a Milano presso la Fondazione Corriere della Sera, lo scorso 21 marzo, nell’ambito delle iniziative dello European Pact for Youth: la strategia lanciata nel 2015 dalla Commissione Europea e da CSR Europe per sviluppare partnership fra imprese e sistema formativo, a sostegno dell’occupabilità e dell’inclusione dei giovani nel vecchio continente.

Il Piano d’azione italiano, sostenuto da Enel, coinvolge circa 125mila studenti e 4.700 docenti. Fino a oggi sono state attivate 4mila collaborazioni, creando 16mila nuove opportunità di lavoro per i giovani. Contrastare il fenomeno dei NEET (Not Engaged in Employment, Education or Training), che in Europa conta 7 milioni di giovani non impegnati in alcuna attività lavorativa, di studio o formazione, è dunque possibile. Per Adriana Spazzoli, Presidente della Fondazione Sodalitas, i 25 casi della ricerca rappresentano modelli di successo che saranno presentati nei prossimi mesi in tre regioni italiane (Piemonte, Lazio e Sicilia), in un road show per la promozione di partnership di qualità. 

Il modello Enel

Il programma del nostro Gruppo per l’alternanza scuola-lavoro ha radici profonde. Nel biennio 2014-2015 siamo stati la prima azienda in Italia a stipulare circa 150 contratti di apprendistato di alta formazione con studenti ammessi al IV anno, con l’obiettivo di far svolgere periodi di formazione in azienda riconosciuti nel curriculum scolastico. Dopo l’approvazione del Jobs Act dal parte del Governo, l’istruzione secondaria superiore è stata rivolta esclusivamente all’apprendistato di I livello. Abbiamo allora sviluppato in questa direzione il nostro modello di alternanza. Attraverso l’apprendistato per il conseguimento del diploma, permettiamo agli studenti di anticipare l’acquisizione di conoscenze tecnico-specialistiche e di capacità operative già allineate al mercato del lavoro. I giovani sono messi direttamente a confronto con attività sul campo, in modo tale che non debbano spendere i primi anni di impiego per integrare le basi teoriche dei loro studi.

L’iter di professionalizzazione aziendale diventa così più veloce ottimizzando il turn-over delle competenze. L’attività di co-progettazione, che coinvolge giovani, docenti scolastici e tutor aziendali, punta a stimolare la riflessione sulla gestione dell’esperienza e sulla valutazione dei risultati, ma permette anche un confronto sulle modalità di osservazione e la valutazione delle competenze e delle soft skills (team work, problem solving, proattività, responsabilità).

Il programma 2016/2018 ha una durata di 36 mesi e, oltre ad essere rivolto all’IIS Galilei-Sani di Latina, coinvolge 140 apprendisti provenienti da 7 istituti tecnici di 7 regioni, mentre per il biennio 2017-2019 è prevista l’integrazione di 30 apprendisti provenienti da due istituti tecnici abruzzesi. In questi due anni i giovani svolgono in azienda un apprendistato retribuito della durata di 1400 ore (di cui 280 dedicate a lezioni di formazione con esercizi in laboratorio).

Work-based learning experiences

I riscontri delle prime esperienze Enel nel 2014 mostrano la piena soddisfazione degli studenti per gli aspetti organizzativi del percorso, per gli strumenti e le attrezzature messe loro a disposizione, ma anche per la qualità della relazione costruita con i tutor aziendali. Aspetti che emergono anche dai 263 questionari della ricerca promossa da Fondazione Sodalitas in collaborazione con JPMorgan Foundation. Il suo Senior Country Officer, Guido Nola, ha evidenziato in particolare la necessità di supportare le scuole nella trasformazione del sistema educativo italiano attraverso le Work-Based Learning Experiences.

Nei questionari emerge soprattutto l’efficacia degli ambienti di lavoro nel trasmettere il rispetto delle regole di un’organizzazione, così come il consolidamento del rapporto con colleghi e superiori, oltre allo sviluppo del senso di responsabilità e della propensione al lavoro di squadra.

Per ottenere questi risultati occorrono però quattro condizioni di base, tutte soddisfatte dal programma di apprendistato di Enel: innanzitutto le competenze trasmesse non devono essere solo di carattere tecnico-specialistico, ma trasversali, cioè basate sullo sviluppo delle capacità critiche dello studente. In questo modo può raggiungere una maggiore adattabilità a contesti diversi, utile all’evoluzione della sua carriera lavorativa. Al termine delle esperienze il giovane deve essere anche in grado di orientarsi rispetto al percorso di studi e alla futura occupabilità, mentre le istituzioni formative e le imprese sono chiamate a svolgere un’attività di monitoraggio di ogni fase del processo organizzativo. Necessarie per la co-progettazione, infine, sono le pratiche di valutazione, perché ottimizzano il percorso in azienda ma stimolano anche la riflessività dello studente.