A tu per tu, conversazioni sullo smart working

A tu per tu, conversazioni sullo smart working

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Un lavoro intelligente è il sogno di tutti. Un lavoro più flessibile, autonomo e responsabile è alla base dello smart working, un approccio che non è solo sinonimo di lavoro a distanza. Secondo la definizione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali “lo Smart Working (o Lavoro Agile) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività”.

Non cambia, dunque, solo il luogo fisico nel quale si lavora, ma si introduce una nuova filosofia manageriale del lavoro. Un lavoro più smart, appunto.

Una tendenza già in corso

Con la pandemia, la diffusione dello smart working ha avuto un’impennata in Italia, così come in buona parte del mondo. Nel nostro Paese, alla fine di aprile 2020, erano in regime di smart working più di 1 milione e 800.000 persone, di cui oltre 1 milione e 600.000 (quasi il 90%) per la prima volta.

L’emergenza sanitaria ha accelerato una tendenza che, tuttavia, era già in corso. Un’indagine condotta nel 2018 da InfoJobs, la più importante piattaforma per la ricerca di lavoro online in Italia, prevedeva che entro il 2020 lo smart working sarebbe stato adottato dal 51% delle aziende italiane.

Il nostro Gruppo lo aveva introdotto già dal 2016 e nel 2020 lo abbiamo ampliato portandolo su un altro ordine di grandezza per far fronte all’emergenza e mettere in sicurezza le persone: in totale, il numero dei nostri colleghi in smart working nel complesso dei Paesi in cui siamo presenti è aumentato di 13 volte arrivando a circa 37mila persone, pari al 55% del totale.

La nostra presenza in oltre 30 Paesi in 5 continenti favorisce lo scambio delle esperienze positive da un contesto all’altro, e così è accaduto anche questa volta: il successo dell’implementazione dello smart working in Italia è stato replicato via via in Spagna, Grecia, Romania, Russia, Stati Uniti e America Latina.

 

La visione del nostro AD e del nostro Presidente

Le persone, la nostra energia

"L’insegnamento principale che abbiamo appreso è stato quello di fermarci a pensare, mettendo da parte l’adrenalina degli spostamenti continui e dei sacrifici fatti in nome della ipermobilità. Questo ci suggerisce che le risorse che saranno messe in campo dovranno essere utilizzate anche per migliorare la vita delle persone, facilitando l’assunzione di uno stile di vita più sostenibile”, spiega Francesca Di Carlo, Direttore People and Organization del Gruppo.

La flessibilità è il concetto chiave dello smart working, sia negli orari che nell’organizzazione del proprio lavoro. Più autonomia di scelta richiama più responsabilità: l’attenzione è sul progetto da realizzare o sull’obiettivo da conseguire più che sull’orario da rispettare; al lavoratore spetta il compito di organizzarsi di conseguenza e l’impegno di portarlo a termine. Questa consapevolezza non è scomparsa con il ritorno alla normalità ed è un’opportunità da cogliere per il futuro.

La flessibilità è il concetto chiave dello smart working, sia negli orari che nell’organizzazione del proprio lavoro. Più autonomia di scelta richiama più responsabilità: l’attenzione è sul progetto da realizzare o sull’obiettivo da conseguire più che sull’orario da rispettare; al lavoratore spetta il compito di organizzarsi di conseguenza e l’impegno di portarlo a termine. Questa consapevolezza non è scomparsa con il ritorno alla normalità ed è un’opportunità da cogliere per il futuro.
La flessibilità è il concetto chiave dello smart working, sia negli orari che nell’organizzazione del proprio lavoro. Più autonomia di scelta richiama più responsabilità: l’attenzione è sul progetto da realizzare o sull’obiettivo da conseguire più che sull’orario da rispettare; al lavoratore spetta il compito di organizzarsi di conseguenza e l’impegno di portarlo a termine. Questa consapevolezza non è scomparsa con il ritorno alla normalità ed è un’opportunità da cogliere per il futuro.

Comunicazione e resilienza

In momenti come questo la gestione della comunicazione – sia verso l’esterno che verso l’interno –   è ancora più centrale per il posizionamento aziendale in termini di resilienza e sostenibilità.

Per il nostro Gruppo non sono mancate le sfide per questo ambito: creatività, condivisione e brainstorming sono state la nostra risposta di fronte l'emergenza sanitaria.

Grazie agli strumenti digitali, abbiamo trovato la chiave per accorciare la distanza tra noi, attraverso un modello di lavoro in modo più strutturato, più chiaro, più pianificato, che mette al centro le persone.

Qualità della vita, valori e sostenibilità

I vantaggi dello smart working sono molteplici, a partire dal miglioramento della qualità della vita grazie all’equilibrio tra lavoro e vita privata.

Evitando gli spostamenti lavorativi si riducono il traffico, l’inquinamento e le emissioni di gas serra: in definitiva aumenta la sostenibilità, soprattutto nelle città. C’è poi un notevole risparmio di tempo. Tutti benefici apprezzati dalla maggioranza delle persone, come conferma una survey che Enel ha condotto al suo interno: dai risultati emerge la sostanziale soddisfazione da parte dei colleghi coinvolti.

La maggiore responsabilizzazione favorisce anche la percezione di sentirsi parte di un progetto comune. Di conseguenza aumenta anche la produttività: lo confermano i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, secondo i quali l’incremento può arrivare al 15%.

Lo smart working non è stato scelto dal nostro Gruppo come uno strumento isolato, ma come parte di una strategia più ampia in favore delle nostre persone in una situazione eccezionale. Abbiamo pensato infatti anche a chi lavora sul campo, lanciando l’iniziativa solidale “Banca delle ferie”: grazie a un accordo sindacale, tutti hanno potuto donare una o più giornate per i colleghi che svolgono attività non remotizzabili.

Digitalizzati, quindi agevolati

Per molte aziende l’applicazione quasi istantanea dello smart working a 37mila persone non sarebbe stata un’operazione semplice. Nel nostro Gruppo è stato più facile avendo intrapreso da anni un importante percorso di digitalizzazione per le innovazioni in campo informatico che avevamo già adottato.

Una tappa decisiva in questo cammino è stato l’approdo al “full cloud” nel 2019: siamo stati la prima utility al mondo ad aver adottato al 100% l’uso di servizi informatici installati sui computer di un provider specializzato. Un modello operativo efficiente che ha comportato una rivoluzione insieme tecnologica e culturale.

Segui le conversazioni con i nostri manager sullo smart working