ENEL: UNA MINIERA DI OPPORTUNITA' PER IL SITO DI SANTA BARBARA, LA SCHEDA TECNICA DI MINIERA E CENTRALE

Published on giovedì, 22 giugno 2017

L’area mineraria di Santa Barbara ha un’estensione di circa 1.600 ettari. La coltivazione, iniziata nel 1955 nel territorio del Comune di Cavriglia, è stata successivamente estesa interessando anche il territorio comunale di Figline Valdarno, recentemente diventato Comune di Figline e Incisa Valdarno.
La lignite è stata estratta industrialmente dal XIX secolo fino alla prima metà del ‘900 con numerose miniere in galleria. L’attività mineraria è stata alla base dello sviluppo industriale siderurgico di San Giovanni Valdarno; negli anni ’30 fu realizzata una centrale termoelettrica alimentata a lignite, distrutta al passaggio del fronte nella Seconda Guerra Mondiale.
Intorno alla metà degli anni ’50 fu costruita la centrale termoelettrica di Santa Barbara. Per alimentarla è stata avviata la coltivazione “a cielo aperto” con moderne macchine di scavo, con movimenti di terra per spostare gli strati di copertura del banco lignitifero. La coltivazione è cessata definitivamente nel 1994. Le due unità termoelettriche della Centrale Santa Barbara hanno proseguito l’esercizio alimentate a olio combustibile fino all’entrata in servizio, nel 2006, di una nuova unità a ciclo combinato, tuttora in funzione, costruita secondo i migliori standard ambientali e alimentata a gas naturale, per una potenza complessiva di 392 MW; le vecchie unità sono state quindi dismesse e successivamente demolite.
Nell’intero periodo di coltivazione sono state estratti 44 milioni di tonnellate di lignite. Al termine dell’attività estrattiva sono stati eseguiti lavori di messa in sicurezza dell’area, con il riempimento parziale della cavità di estrazione profonde fino a 100 metri: in queste aree sono stati realizzati i bacini di Castelnuovo, Allori e San Donato e si è proceduto alla rinaturalizzazione dei luoghi favorendo lo sviluppo spontaneo di vegetazione ripariale e il ripopolamento ittico e faunistico. Sulle aree di colmata sono stati inoltre realizzati 241 ettari di nuovi impianti forestali.
Alcune porzioni dell’area mineraria sono state completamente rinaturalizzate, scorporate dalla concessione mineraria e cedute a enti locali o soggetti privati nell’ultimo periodo di coltivazione e nel periodo immediatamente seguente; successivamente è stata avviata la predisposizione di un progetto complessivo di recupero ambientale dell’area residua per una estensione pari a circa 1.600 ettari.
Nel 2006 è stato stipulato un Protocollo di Intesa tra Enel ed Enti Locali che definisce gli interventi e gli obiettivi di destinazione d’uso di aree omogenee facenti parte del più ampio ambito di riassetto della Miniera Santa Barbara.
Il progetto già approvato dalla Regione Toscana e avviato da Enel prevede la stabilizzazione morfologica del territorio interessato dalla coltivazione mineraria, il completamento della naturalizzazione dei bacini di Castelnuovo e Allori tramite la modellazione delle sponde e la realizzazione di un reticolo idraulico di immissari ed emissari che consentirà il miglioramento della qualità idrica e nuove opportunità di fruizione delle aree stesse. Sono inoltre previsti interventi vegetazionali per favorire l’incremento e lo sviluppo della biodiversità presente e la creazione di collegamenti infrastrutturali che garantiscano da una parte una fruizione del territorio a baso impatto attraverso la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili e dall’altra la ricucitura del tessuto stradale preesistente la coltivazione mineraria attraverso la realizzazione di strade bianche e di collegamento.