Il Piano di Enel convince l'Europa

Pubblicato il mercoledì, 19 marzo 2014

Convincono le prospettive di Enel per i prossimi quattro anni, e non solo gli azionisti. Dalla presentazione dei risultati 2013 e del Piano industriale 2014-2018, avvenuta lo scorso 12 marzo, le agenzie di rating e gli istituti di credito internazionali (JP Morgan, MainFirst Bank, UBS, Exane, Mediobanca e Natixis) hanno uno dopo l'altro promosso il Gruppo.

Tra le più generose verso Enel c'è stata Jp Morgan che ha alzato il target price da 3,3 euro a 4,3 euro migliorando anche il rating da Neutral ad Overweight. Significativa anche la decisione di Credit Suisse, che ha portato da 2,9 euro a 3,2 euro il target price (rating immutato a underperform).

Come dichiarato dallo stesso Fulvio Conti nel corso della presentazione del Piano, Enel punta a registrare nel 2014 un EBITDA pari a 15,5 miliardi di euro, destinato a salire a 16,5 mld nel 2016 e a circa 18 mld nel 2018. Il Gruppo punta inoltre a un utile netto di 3 mld di euro alla fine di quest'anno, 3,7 nel 2016 e circa 4,5 mld nel 2018.

I prossimi cinque anni, così come descritto nel Piano industriale al 2018, prevedono circa 26 miliardi di nuovi investimenti, e la riduzione dell'indebitamento finanziario sotto i 36 miliardi. Anche sul fronte del rientro dell'indebitamento, il 2013 ha registrato il miglioramento della gestione del capitale circolante: la riduzione del peso dei prestiti bancari rispetto a quelli obbligazionari ,e le azioni di deleverage (l'ultima è la plusvalenza generata dalla cessione di Artic Russia nel 4Q 2013) hanno portato il debito a 39,9 miliardi, sorprendendo anche gli analisti per lo più concordi nel prevederlo attorno ai 40,5 miliardi.

E pochi giorni fa la consacrazione è arrivata anche da un autorevole quotidiano tedesco, il Frankfurter Allgemeine, che senza giri di parole ha pronosticato per il Gruppo una forte fase di crescita. “Il titolo di Enel – si legge nell'articolo - è attualmente tra quelli consigliati da UBS (l'Unione delle Banche Svizzere) , visto che nel corso di 12 mesi il suo valore è notevolmente aumentato, passando da 4,15 a 4,25 euro e attestandosi al momento a quota 4 euro”.

Sempre secondo il Frankfurter, “Il Gruppo è riuscito a controllare il suo indebitamento, dando così vita a una tendenza positiva che appare unica in quest'ambito”. A convincere la stampa tedesca, anche gli ambiziosi obiettivi stabiliti da qui al 2016 che “appaiono realistici”, e prevedono nello stesso arco di tempo addirittura un raddoppio dei dividendi.

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