Futur-E, venduta la centrale di Porto Marghera

Pubblicato il giovedì, 19 novembre 2015

Era alimentata a carbone e sostanzialmente fuori esercizio da circa 3 anni. Ora è stata venduta, insieme all’area circostante, a tre soggetti già presenti con le loro attività nell’area industriale e che si occupano di logistica portuale, carpenteria metallica e impiantistica: Porto Invest Srl, Simic SpA e CITI srl.

Stiamo parlando della centrale termoelettrica “Giuseppe Volpi” di Porto Marghera, primo impianto Enel che viene dismesso nell’ambito di Futur-E, il progetto che prevede la riqualificazione di 23 impianti termoelettrici, molti dei quali non più attivi. Con una potenza di 140 MW, su un’area complessiva di circa 10 ettari, la centrale veneta - rimasta in funzione fino al 2012 - è andata limitando la propria produzione energetica a causa della diminuzione progressiva della domanda elettrica nazionale: nel 2013 e nel 2014 non è mai stata chiamata in servizio.

"Non è un funerale. È una trasformazione” aveva dichiarato l'ad Francesco Starace al periodico inglese The Economist, spiegando le ragioni della scelta senza ritorno compiuta da Enel. Il Progetto Futur-E che Enel sta portando avanti vede l’azienda impegnata nella guida di un nuovo modello industriale, basato sulla valorizzazione e riqualificazione di centrali (o parti di esse) che hanno esaurito il proprio ciclo di vita (o stanno per farlo) e la propria funzione. La vendita della centrale Enel di Porto Marghera rappresenta la prima pietra miliare del percorso avviato con Futur-E: rinnovabili, smart technology ed efficienza energetica sono infatti elementi cardine del nuovo corso del Gruppo che considera la sostenibilità ambientale, sociale ed economica come la chiave di volta della crescita propria, delle comunità presso le quali opera e dell’intero settore energetico.

Dei tre acquirenti, due (CITI e Simic) svilupperanno nel sito nuovi insediamenti industriali, mentre il terzo (Porto Invest), anche tramite società collegate, amplierà le proprie capacità logistiche che già svolge in prossimità dell’area. Gli investimenti associati a queste iniziative determineranno così un importante indotto economico e occupazionale a beneficio dell’area di Porto Marghera, sia nella fase realizzativa, sia in quella di esercizio delle nuove attività industriali.

In Italia sono 23 i siti Enel oggetto di questa trasformazione, per una potenza installata complessiva di 13 GW (gigawatt): oltre a Porto Marghera (VE), Trino vercellese (VC), Alessandria, Genova, La Spezia, Carpi (MO), Porto Tolle (RO), Livorno, Piombino (LI), Camerata Picena (AN), Pietrafitta (PG), Gualdo Cattaneo (PG), Montalto di Castro (VT), Campo Marino (CB), Larino (CB), Maddaloni (CE), Giugliano (NA), Bari, Rossano Calabro (CS), Termini Imerese (PA), Augusta (SR), Porto Scuso (CI), Assemini (CA).

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