Il modello Puglia, il metodo Enel

Pubblicato il venerdì, 24 marzo 2017

La Puglia è ancora la locomotiva del Sud, anche nella mobilità elettrica, e può andare ancora più lontano.

Il Fortino Sant’Antonio, sul lungomare di Bari, ha ospitato il primo evento pubblico di ORTI, l’Osservatorio sulle relazioni tra territorio e imprese del think tank I-Com, arrivato alla terza edizione, che intende valorizzare le esperienze virtuose di collaborazione tra amministrazioni e imprese.

“L’economia pugliese cresce più della media del Sud (1,2 per cento nel 2016), grazie a capacità di attirare capitali stranieri e turisti, e la regione conferma il suo primato anche nella produzione di energia elettrica”, si legge nel rapporto I-Com presentato a Bari, del quale hanno discusso rappresentanti di istituzioni e imprese. Tra gli ospiti anche Loredana Capone, assessore Sviluppo economico regione Puglia, l’onorevole Francesco Paolo Sisto e il senatore Salvatore Tomaselli. Per Enel era presente Donato Leone, responsabile Affari territoriali di Enel.

Tra le regioni del Mezzogiorno la Puglia si conferma leader sia nella produzione di energia termoelettrica che rinnovabile (rispettivamente 15% e 9% del totale nazionale) e “può vantare anche il saldo positivo più elevato tra offerta e domanda (17,8 TWh) non paragonabile in alcun modo a nessuna delle altre regioni del Sud”.

Una leadership che si sta trasferendo anche nella mobilità elettrica “dove la Puglia si afferma come la regione più all’avanguardia tra quelle del Mezzogiorno, con 37 colonnine di ricarica ogni 10.000 kmq contro una media di 13”.

Grazie al progetto PAN (Puglia Active Network) di e-distribuzione la Puglia diventerà il primo esempio al mondo di sistema elettrico intelligente e innovativo di distribuzione su scala regionale dell’energia secondo il modello delle smart grid.   

E proprio di modelli di innovazione e rapporti virtuosi con il territorio ha parlato a Bari Donato Leone: “Tra Enel e i territori esiste un dialogo costante e proficuo. - ha spiegato - Per esempio abbiamo lanciato un grande progetto, Futur-e, per la riutilizzazione dei nostri siti industriali dismessi o in via di dismissione. Un’operazione condivisa con i territori: insieme con istituzioni locali, cittadini, università, associazioni di rappresentanze di interessi e imprese realizziamo una vera procedura di riutilizzazione e valorizzazione dei siti in dismissione, con un concorso pubblico in cui i progetti ricevuti vengono valutati insieme con le comunità”.

Modelli di innovazione non solo tecnologica, quindi, ma anche nelle modalità di partecipazione del territorio. “Futur-e è un modo concreto di costruire rapporti con le comunità locali che fa guadagnare tutti anche in termini di tempo e di efficacia: Enel, le Amministrazioni, e le imprese che investiranno sui siti da riconvertire” ha aggiunto Leone.

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