Liberalizzazione, ovvero il consumatore al centro

Pubblicato il mercoledì, 20 dicembre 2017

Il 1° luglio 2019 è una data importante sul calendario italiano dell’energia: con la fine del servizio di maggior tutela il mercato elettrico sarà pienamente liberalizzato. L’Italia è pronta? E il consumatore come arriverà a quella scadenza? A queste domande ha provato a rispondere il convegno organizzato dalla Adam Smith Society il 14 dicembre, a Roma, dal titolo “Liberalizzazione del mercato elettrico: sceglie il cliente o sceglie lo Stato?”.

L’economista scozzese Adam Smith credeva nella mano invisibile del mercato. Tutti i relatori al tavolo sono stati concordi su un punto: la mano invisibile del mercato non basta se manca un cittadino informato e consapevole.

“In tutta Europa il processo di liberalizzazione dell’energia elettrica è stato farraginoso anche perché le bollette sono complicate” ha spiegato in apertura Davide Tabarelli, Presidente di Nomisma Energia che ha presentato i risultati di una ricerca secondo la quale l’Italia risulta allineata con gli altri Paesi Ue. “Il processo di liberalizzazione è stato avviato vent’anni fa con la privatizzazione di Enel che oggi è una delle società elettriche più efficienti al mondo, molto più efficiente di prima della privatizzazione”.

Federico Boschi, economista esperto di energia, ha ricordato che la concorrenza è uno strumento, non un fine, l’obiettivo sono i benefici per i consumatori. Consumatori che, però, non sono da considerare tutti uguali: alcuni sono smart, in grado di cercare l’offerta migliore e di sceglierla, mentre altri sono vulnerabili. Per questi ultimi si giustifica l’intervento dello Stato che è chiamato a ridurre i costi di ricerca delle informazioni. Boschi guarda con scetticismo al meccanismo delle aste che non porta ad una vera competizione tra operatori e nemmeno ad una vera concorrenza.

Gianluca Benamati, Capogruppo in Commissione Attività Produttive alla Camera dei Deputati e Responsabile Nazionale Energia del Partito Democratico, ha evidenziato come il sistema delle aste non sia credibile dal punto di vista etico perché “è il cliente che deve fare una scelta”. Il tema fondamentale resta comunque quello di dare un’informazione chiara e trasparente affinché il consumatore possa scegliere in modo consapevole, sfruttando il periodo che resta per raggiungere questo obiettivo.

Anche la senatrice Paola Pelino, Vicepresidente Commissione Industria, Commercio, Turismo, è intervenuta al convegno, sottolineando che la liberalizzazione deve avere come obiettivo quello di una sana e leale competizione a beneficio dei consumatori, famiglie e imprese: “Abbiamo fatto tanto ma siamo sulla buona strada perché il tema energia viene affrontato in tutti i tavoli anche in ambito europeo. Per quanto riguarda la libertà di scegliere del cittadino - ha proseguito - crediamo che non venga aiutato con un sistema che preveda le aste, per questo abbiamo votato contro”.

Secondo Carlo Tamburi, Direttore Enel Italia, si apre “una fase molto importante per preparare il superamento della maggior tutela: oggi non ci sono le condizioni di chiarezza e trasparenza affinché il cliente possa scegliere e anche tra gli addetti ai lavori spesso manca la consapevolezza necessaria”.

Innanzitutto servirebbe una semplificazione della bolletta: al momento sono presenti troppe voci che non dovrebbero esserci.

Secondo Tamburi il processo verso la piena liberalizzazione del mercato retail deve essere graduale. “Oggi nel sistema di maggior tutela si trovano soggetti che non ne hanno più bisogno, come le Partite Iva, mentre non si proteggono sufficientemente quelli più vulnerabili”.

Un altro problema è il numero eccessivo degli operatori. Secondo l’ultima relazione annuale dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico i venditori nel mercato libero sono cresciuti ancora: le imprese che hanno dichiarato di svolgere l’attività di vendita nel mercato libero sono 542, di queste 48 sono rimaste inattive nel corso dell’anno. “Troppi operatori creano confusione e non portano benefici al cliente finale” spiega Tamburi che auspica la creazione di un albo dei venditori, la “decisione più importante e urgente per questa fase”, senza dimenticare “il Regolamento europeo sulla Privacy che entrerà in vigore a fine maggio e di cui si parla troppo poco”.

Tutti guardano al decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo Economico che, entro aprile, dovrà definire le modalità di superamento del regime di maggior tutela. Secondo Clara Poletti, direttore Divisione energia dell’Authority, in vista della scadenza del 2019 servirebbe una campagna di informazione molto ampia, non solo da parte dell’Autorità (“che pure sta lavorando al portale delle offerte e alle linee guida per i gruppi di acquisto”) ma anche del governo e delle associazioni dei consumatori, mentre Ester Benigni, responsabile Affari Regolatori e Mercato di A2A, cita come esempio positivo la massiccia campagna di comunicazione sul canone Rai in bolletta.

Secondo Andrea Peruzy, presidente e amministratore delegato dell’Acquirente unico, l’ambivalenza del titolo del convegno (cliente o Stato?) è mal posta “perché lo Stato sono i cittadini, che devono essere messi nelle condizioni di scegliere, serve una scelta informata”. Peruzy cita criticamente l’esempio negativo della liberalizzazione in Gran Bretagna, avviata trent’anni fa: “A lungo l’abbiamo considerata un benchmark in Europa, ma nel 2016 l’Antitrust britannica ne ha dato un giudizio negativo”.

Insomma, alla fine “sono i cittadini la vera mano invisibile di Adam Smith” è la conclusione di Peruzy.

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