Italian Energy Summit, il futuro è l’elettricità

Pubblicato martedì, 10 ottobre 2017

“Realizzeremo infrastrutture di ricarica che siano pervasive, accessibili, funzionanti e in grado di adattarsi alle tecnologie che verranno. L’avanzata dell’auto elettrica è soltanto una questione di tempo: queste dinamiche una volta che partono diventano molto veloci”

– Francesco Starace, CEO e General Manager di Enel

L’auto elettrica è sul punto di decollare nel mondo: “il costo delle batterie è crollato del 74 per cento, siamo in un momento che mi ricorda il passaggio dal carbone al petrolio all’inizio del secolo scorso” racconta Valeria Termini, componente dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico.

“L’Italia è l’hub dell’energia, il laboratorio dove negli ultimi 15 anni sono avvenuti i cambiamenti maggiori e che oggi ha 25 interconnessioni con il resto d’Europa” spiega Luigi Ferraris, amministratore delegato di Terna, che annuncia il progetto di interconnessione elettrica con la Francia (200 km interrati) e con la Tunisia.

Dall’utente al cliente

Per il mercato italiano è un momento particolare: a luglio 2019 chiuderà il mercato tutelato. La data è fissata dal ddl concorrenza diventato legge che, secondo Carlo Stagnaro del Ministero dello Sviluppo Economico, “cambia il ruolo del consumatore, non più utente, ma cliente con diritti e responsabilità. La chiusura del mercato tutelato cambia anche il mercato dell’energia, non più una commodity ma un servizio, e cambia le reti, sempre più piattaforme dove il consumatore è proprietario e fornitore del dato”.

“Con la fine del servizio di maggior tutela la sfida è creare i presupposti per un mercato efficiente e libero” dice Andrea Peruzy, presidente e Ad di Acquirente Unico.

Grazie alle rinnovabili già oggi sono centinaia di migliaia in Italia i cosiddetti “prosumer”, consumatori-produttori di energia. Una rivoluzione partita all’inizio degli anni Novanta e che oggi sta decollando grazie alla tecnologia.

Lo storage svolgerà un ruolo chiave. Secondo Alfredo Camponeschi, Responsabile Energy Management di Enel, “ognuna delle fonti dovrà giocare un ruolo fondamentale per un corretto funzionamento del sistema: le rinnovabili come elemento rilevante per l’eliminazione dei gas serra; le convenzionali come strumenti in grado di garantire flessibilità, sicurezza ed adeguatezza al sistema; i sistemi di accumulo come elementi atti a garantire il corretto equilibrio, una sorta di ago della bilancia”.

La conversione alle rinnovabili

“La diversità nell’energia è un valore” ricorda in apertura del Summit Guido Bortoni, presidente dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico. L’evoluzione di aziende storicamente legate ai combustibili fossili dimostra che dalla strada delle rinnovabili non si torna indietro. È il caso, per esempio, di Eni, come spiega amministratore delegato Claudio Descalzi: “La trasformazione iniziata tre anni fa è quasi terminata: con il prezzo del petrolio dimezzato è stato necessario trovare un’alternativa nella chimica verde e nella raffinazione”.

La parola che ritorna è sostenibilità. Spetta a Beatrice Lamonica, Sustainability Lead Accenture Strategy, spiegare un passaggio epocale: dalla sostenibilità come riduzione di costi (sicurezza, incidenti ambientali, eccetera) a fattore competitivo, anche per la reputazione delle aziende.

Tre le parole chiave per il futuro dell’energia sostenibile: eliminazione dei gas serra, decentralizzazione, digitalizzazione. Pochi giorni fa si è conclusa la consultazione pubblica sulla Strategia energetica nazionale (Sen) 2017: su gestione ambientale e sicurezza energetica Lamonica sottolinea la felice sintonia con i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 Onu che anche il nostro Gruppo ha messo al centro della sua strategia.

Secondo Marco Alverà, amministratore delegato di Snam, l’Italia è “il paese più interconnesso d’Europa con 7 fonti diverse (dall’Algeria alla Russia alla Norvegia), dobbiamo guardare alla Energy Union europea”.

Anche ERG ha cambiato pelle, passando dal petrolio alle rinnovabili, spiega il suo CEO Luca Bettonte, mentre Paolo Gallo, ad di Italgas, lamenta gli investimenti sul gas bloccati dalle gare ancora in standby.

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