Fare Scuola: dopo tre anni, uno sguardo al futuro

Pubblicato martedì, 20 marzo 2018

“Abbiamo voluto dare un contributo concreto per porre la scuola al centro della comunità, valorizzandone il ruolo di educatore e rafforzandone il potenziale creativo. Il risultato è andato oltre le nostre aspettative e ha dimostrato come sia possibile, attraverso il coinvolgimento, attivare un percorso virtuoso di innovazione e cambiamento”

– Patrizia Grieco, Presidente di Enel e di Enel Cuore

Nella visione di Fare Scuola, il recupero strutturale degli spazi e la loro trasformazione è solo una parte del progetto. Infatti, il progetto non si è limitato a ripensare i laboratori didattici, riorganizzare i cortili, creare giardini d’inverno, ridisegnare gli ingressi come piazze d’incontro. Questi interventi sono stati accompagnati da un percorso che ha coinvolto docenti, famiglie ed esperti pedagogisti per rispondere ai bisogni educativi dei bambini.

La scuola non è mai ferma ma viene costruita giorno dopo giorno, può diventare un presidio culturale e sociale della comunità d’appartenenza. Una risorsa del territorio da abitare come fosse una seconda casa.

“Intervenire sugli spazi significa intervenire sul rapporto tra insegnamento e apprendimento. Potremmo parlare di «cento linguaggi dello spazio», parafrasando quei «cento linguaggi dei bambini» che sono alla base del Reggio Emilia Approach. Lo spazio parla, condiziona, consente, inibisce, non contiene il pensiero ma è parte stessa del pensiero”

– Carla Rinaldi, Presidente di Fondazione Reggio Children

Linguaggi differenti

Uno dei grandi meriti di questa iniziativa, per Giovanna Melandri, è la capacità di ricercare nuove soluzioni, in termini di metodo e di approccio. Progettualità ed emotività si fondono in una formula originale, che trova eco nelle grandi conquiste della scienza: confrontando l’uso dell’architettura nel progetto Fare Scuola con due mostre ospitate al MAXXI, l’attenzione è stata portata proprio sulla contaminazione di linguaggi diversi per comunicare informazioni altrimenti difficili da comprendere. Grazie all’inedita cordata fra museo, Istituto Nazionale Fisico Nucleare e Agenzia Spaziale Italiana, ad esempio, l’arte è riuscita a far capire anche ai bambini temi complessi come la scoperta delle onde gravitazionali, celebrata quest’anno in “Gravity. Immaginare l’universo dopo Einstein”, mostra di cui Enel è sponsor e unico partner privato.

Analogamente l’esposizione “Home Beirut. Sounding the Neighbors”, dedicata alla capitale multietnica del Libano, attraverso l’uso intrecciato di musica, danza, video e opere creative permette ai più piccoli di cogliere immediatamente i valori di resilienza e convivenza alla base del progetto. Proprio da queste esperienze è nata l’idea di creare, anche al MAXXI, uno spazio d’interazione fra bambini, ragazzi e adulti sul modello di Fare Scuola. 

“Gli spazi educativi non solo parlano da sé, ma andrebbero a loro volta raccontati attraverso mostre e testimonianze per mostrare quale sia il loro specifico di linguaggio. L’auspicio è che possa essere allestito un percorso simile anche per Fare Scuola, affinché bambini ed adulti imparino a vedersi sia come protagonisti che come spettatori”

– Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI

La bellezza che educa

Quando la vivacità dei colori, la morbidezza delle forme e l’intensità delle luci torna a dare ritmo agli ambienti in cui viviamo, accade sempre qualcosa di sorprendente: ciò che appare prevedibile o non degno di attenzione, si impone di nuovo con la forza del bello e riaccende la creatività individuale. Questa reazione è stata riscontrata da molti docenti coinvolti nel progetto Fare Scuola. Francesca Boccioni, insegnante a Isorelle, nei pressi di Genova, ha spiegato come il rinnovo degli spazi educativi sia stato addirittura in grado di invertire il trend negativo di iscrizioni alla propria scuola.

In una scuola riorganizzata del rione Fontanelle di Napoli, fra i più problematici della città, l’insegnante Daniela Salsano ha addirittura rilevato come gli alunni fossero impazienti di tornare sui banchi nei giorni in cui la neve li ha costretti a casa, grazie alla presenza di un’aula che permette di fare ricerche in collegamento col Museo Archeologico di Napoli.

Per il sindaco di Savignone, Antonio Bigotti, la forza del progetto Fare Scuola è nella sua capacità di suscitare entusiasmo non solo per la riqualificazione degli spazi ma anche grazie allo stretto dialogo fra istituzioni e partner del progetto.

Fare Scuola ha fatto scuola: Enel è entrata nel cuore del mondo dell’educazione italiano.

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