I ragazzi e l’ex miniera di Santa Barbara

Pubblicato martedì, 22 gennaio 2019

di Alessandro Di Tizio, Relazioni con i Media Nazionali, Comunicazione Enel Italia

“Quello di Santa Barbara è il primo caso di applicazione di Futur-e ad un’area diversa da una centrale. Si tratta di uno spazio immenso, che da solo supera la somma delle aree delle centrali elettriche incluse nel progetto. Anche per questo, insieme al Politecnico di Milano abbiamo scelto di definire preventivamente, insieme al territorio, strategie spaziali e scenari di sviluppo possibili per il sito, su cui baseremo poi la ricerca di progetti e investitori.”

– Marco Fragale, responsabile del progetto Futur-e

L’area era già al centro di un progetto di recupero e riqualificazione che, grazie alla collaborazione tra Regione Toscana, Comuni ed Azienda, costituisce uno dei piani di riassetto ambientali più importanti d’Italia.

Per quasi un secolo la lignite di Santa Barbara è stata usata per produrre energia: dal 1907 al 1944 alimentava la centrale di Castelnuovo dei Sabbino della SMEV (Società Mineraria ed elettrica del Valdarno), poi della SEV (società elettrica del Valdarno), che fu distrutta da un bombardamento durante la seconda guerra mondiale. All’epoca la lignite era coltivata in piccole miniere nei banchi affioranti e successivamente con diverse miniere in galleria. Dal 1956 e fino al 1994 è stata invece condotta la coltivazione “a cielo aperto”, utilizzata per rifornire la Centrale Termoelettrica Santa Barbara, appositamente costruita a bocca di miniera dalla stessa società privata “S. Barbara, Società per l’industria mineraria ed elettrica”, confluita in Enel, all’epoca Ente Nazionale per l’Energia Elettrica, nel 1969. Oggi la centrale, da alcuni anni riconvertita in un moderno impianto a ciclo combinato, è ancora in servizio, e la storia della miniera sembra ormai lontanissima nel tempo.

I giovani ricercatori hanno però potuto conoscerla da vicino, anche grazie a luoghi come il museo Mine che ne custodiscono la memoria. “Aver visto con i propri occhi questi luoghi sarà sicuramente d’aiuto ai ricercatori - commenta il Sindaco di Cavriglia Leonardo Degl’innocenti O Sanni, che li ha accompagnati nella loro visita -  Con il loro lavoro, sapranno dare una svolta al processo di riassesto e recupero che l'area ex mineraria di Santa Barbara attende da oltre 20 anni”. Proprio il museo Mine ha ospitato la mostra che ha esposto il risultato della ricerca dei ragazzi, cui è stato chiesto di elaborare gli scenari individuati per il futuro dell'ex area mineraria sulla base delle tre ipotesi di lavoro individuate grazie ad un percorso di confronto con gli stakeholder del territorio: parco cicloturistico, parco agricolo e artistico, ricerca nel campo della geologia e attività produttive innovative.

Il percorso Futur-e per Santa Barbara, che sarà integrato con i progetti già esistenti per l’area, è stato avviato nel 2017, con un piano di ascolto del territorio, interviste, workshop. Ora è tutto pronto perché il processo di riqualificazione entri nel vivo: nel 2019 verrà lanciato un primo concorso di progetti, che riguarderà alcune unità dell’area ed ambiti d’intervento definiti in un masterplan che avrà la funzione di linea guida per la riqualificazione dell’intera area.

In attesa del concorso che permetterà di trasformare le idee in realtà, uno degli scenari è già stato virtualmente “testato” grazie alla collaborazione tra Enel Produzione e gli organizzatori della Marzocchina, una corsa ciclostorica che, a bordo di bici d’epoca, propone la riscoperta del territorio attraverso i centri storici e le campagne del Valdarno. Nel 2018 il viaggio nel tempo su due ruote è passato anche in un esclusivo percorso di 19 chilometri di strade bianche chiuse al traffico all’interno dell’area mineraria. Passato e futuro continuano ad incontrarsi nella miniera: a gennaio 2019 è stato un gruppo di tesisti di un corso dedicato alle riqualificazioni delle aree industriali della Scuola di Architettura del New York Institute of Technology a visitare alcuni dei siti Futur-e, tra cui è stata scelta proprio l’area di Santa Barbara.

Patrimonio industriale, testimonianza storica per le nuove generazioni, itinerario turistico, argomento di tesi, scenari e progetti di riqualificazione: è così che l’area di Santa Barbara, ex miniera di lignite, sta diventando una miniera… di opportunità.

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